Se c’è una colpa che si può dare a Israele è quella di essere una democrazia compiuta e perfettamente funzionante che dalla sua nascita è costretta a combattere per la propria sopravvivenza senza per questo rinunciare ad essere un Paese democratico.
Se c’è una colpa che si può dare a Israele è quella di essere una democrazia compiuta e perfettamente funzionante che dalla sua nascita è costretta a combattere per la propria sopravvivenza senza per questo rinunciare ad essere un Paese democratico.
Mica vero che il complottismo è sempre frutto di invenzioni. E’ vero che ci sono alcune frange del complottismo del tutto ridicole, vedi le scie chimiche, i microchip nel cervello e via dicendo, ma è anche vero che a volte un po’ di sano complottiamo fa bene per aprire gli occhi su quello che ci circonda.
Si dice che mentre il Titanic stava affondando l’orchestra continuasse a suonare come se nulla fosse. Questa visione mi ricorda molto da vicino il comportamento dell’Europa di fronte alla minaccia rappresentata dal terrorismo islamico. Mentre loro pensano a come affondarci noi facciamo suonare allegramente l’orchestrina, ce li mettiamo in casa, li accogliamo, li sfamiamo e non ci curiamo del fatto che a loro della nostra “integrazione” non gliene frega nulla.
Se c’è una cosa che il caso di Giulio Regeni ci insegna è che, fatto salvo Israele, il Medio Oriente non è altro che un ammasso di dittature islamiche violente e senza alcun rispetto del Diritto. Certo, dittature che in alcuni casi fanno comodo, come quella egiziana, ma pur sempre dittature.
Tra pochi giorni, il 27 gennaio, sarà la Giornata della Memoria istituita dalle Nazioni Unite per ricordare l’olocausto ebraico avvenuto per mano dei nazisti. Come ogni anno mi prefiggo di non scriverci nulla, non perché non sia importante ricordare, anzi, è importantissimo, quanto piuttosto perché questa giornata è diventata una parata di ipocrisia usata e abusata da quella massa di odiatori ipocriti che la utilizzano per lavarsi le coscienze per 24 ore.
Per me la parola Europa è sempre stata importantissima. Sono sempre stato europeista, ho sempre creduto in una Europa federale, con una unica moneta, una unica banca centrale, senza frontiere, una Europa caritatevole con i bisognosi ma intransigente con i violatori dei Diritti Umani. Una Europa capace di avere importanti progetti di sviluppo verso il terzo mondo senza però trascurare gli europei. Non quindi una Europa terzomondista ma veramente progressista.
La strage di Parigi rischia di diventare un boomerang per l’estremismo islamico travestito da Islam moderato. L’attacco del ISIS alla Francia ha scatenato una serie di reazioni da parte di coloro che da mesi avvisano della infiltrazione jihadista in Europa e in particolare tra i cosiddetti “profughi” che stanno realisticamente mettendo in dubbio le cosiddette “politiche dell’accoglienza” portate avanti da molti Stati europei (Italia in primis).
Nel bel mezzo delle polemiche sulla marchiatura dei prodotti israeliani provenienti dalla West Bank introdotta dall’Unione Europea, in Israele c’è chi propone una sorta di marchiatura delle ONG e degli operatori o cooperanti.
Lo dico sinceramente, la vittoria di Erdogan in Turchia non deve meravigliare più di tanto. Non poteva non vincere, con le buone o con le cattive questa volta il Saladino turco non si sarebbe lasciato sfuggire l’occasione di cambiare la carta costituzionale e di modellarla a sua immagine e somiglianza.
Provate per un attimo a immaginare cosa succederebbe se un prete, durante la predica domenicale, invece che fare la sua solita predica che parla di pace e amore (proprio di amore non sempre, ma così è) tirasse fuori una cintura esplosiva e invitasse i fedeli ad andare a compiere attentati contro…che so, i musulmani o seguendo la moda contro gli ebrei. Immaginate sul pulpito mentre mostra il giubbino esplosivo oppure provate a immaginarlo brandire un coltello e incitare ad accoltellare gli “infedeli”.
Devo dire che a dispetto del fatto che Putin non mi piaccia per niente, per lo meno qualcuno si decide a combattere l’ISIS come si deve. O no? Boh!!! I primi giorni dopo l’annuncio che Putin avrebbe combattuto l’ISIS è stato questo più o meno il mio pensiero. Poi la mia follia sionista ha cominciato a corrodere la mia (già bacata) mente e, complice una forzata immobilità che mi ha portato a vedere decine e decine di TG di ogni tipo, la mia idea sull’intervento di Putin in Siria è leggermente cambiata.
Ma che palle questi israeliani. Si ostinano imperterriti a non volersi far massacrare, ogni volta che gli attacchi loro ti rispondono bombardando le tue installazioni terroristiche che così amorevolmente avevi costruito (magari con i fondi dell’Onu). Ogni volta che gli tiri addosso un missile per ricordargli la tua (r)esistenza in vita loro hanno l’ardire di incazzarsi e di distruggerti le rampe di lancio. Prepotenti.