Iraniani richiedenti asilo: in Grecia si cuciono la bocca per protesta. Intervenga l’Europa

E’ di questa mattina la sconvolgente notizia che alcuni rifugiati politici iraniani attualmente in attesa di ottenere lo status di rifugiati dalla Grecia, sono entrati in sciopero della fame e si sono cuciti la bocca. L’atto estremo è dovuto al fatto che da molti mesi la Grecia rifiuta la concessione dello status di rifugiato al gruppo di iraniani e minaccia di espellerli verso Teheran dove verrebbero sicuramente condannati a lunghissime pene detentive se non condannati a morte.

Il gruppo di iraniani, formato da 40 ragazzi e ragazze, è fuggito dall’Iran a seguito delle durissime repressioni che il regime iraniano ha attutato contro gli attivisti dei Diritti Umani e contro gli appartenenti al Movimento Verde. Dopo infinite difficoltà, tra le quali la più dura è stata l’attraversamento della Turchia dove gli iraniani vengono incarcerati ed espulsi in Iran, sono riusciti ad approdare in Grecia dove hanno fatto regolare richiesta di asilo politico. Tuttavia il Governo greco da molti mesi si rifiuta di concedere lo status di rifugiato politico e minaccia di espellerli verso l’Iran o verso la Turchia da dove poi verrebbero deportati a Teheran.

Per questo motivo i 40 dissidenti iraniani dal 1 settembre sono accampati nel centro di Atene e questa mattina alcuni di loro sono entrati in sciopero della fame e della sete cucendosi letteralmente la bocca, tanto che alcuni di loro sono stati portati in ospedale.

Il comportamento del Governo greco verso i richiedenti asilo iraniani è semplicemente scandaloso e deve essere condannato senza riserve dall’Unione Europea. La questione dei richiedenti asilo iraniani è purtroppo da molti mesi una delle pagine più oscure dell’Unione Europea che ancora non ha espresso un giudizio non interpretabile sui dissidenti iraniani che vengono in Europa per trovare rifugio. Alcuni paesi europei, tra i quali in particolare la Gran Bretagna, deportano di nascosto decine e decine di richiedenti asilo iraniani condannandoli di fatto alla tortura o alla morte. I singoli casi nei vari Paesi europei sono molti e tutti prefigurano una gravissima violazione della Carta dei Diritti Umani Europea e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La cosa deve finire ed è necessario che il Parlamento Europeo si esprima con chiarezza e in maniera non interpretabile sui dissidenti iraniani richiedenti asilo in un Paese europeo. Al momento è lasciato tutto alla interpretazione dei singoli Stati che attuano a fasi alterne l’applicazione della Carta Europea dei Diritti Umani. E’ quindi necessaria una precisa direttiva europea che sgombri il campo da interpretazioni e che vieti la deportazione in Iran dei richiedenti asilo iraniani.

Secondo Protocollo