L’Iran fornisce armi anche ai talebani: ora ci sono le prove

Non solo Hezbollah ed Hamas tra i clienti dell’Iran, ma a sorpresa (anche se non tanto) anche i talebani in Afghanistan. E’ quello che emerge da un rapporto consegnato tre settimane fa al Consiglio di Sicurezza dell’Onu da parte di un gruppo di esperti incaricato di vigilare sul rispetto dell’embargo all’Iran.

Secondo il gruppo di esperti delle Nazioni Unite, l’Iran è stato preso in fragranza di reato almeno 10 volte negli ultimi mesi mentre stava cercando di contrabbandare armi verso gruppi terroristici in Medio Oriente. L’episodio più eclatante e forse inaspettato è avvenuto lo scorso mese di aprile quando è stata intercettata un grossa partita di missili molto avanzati destinati ai talebani afghani. Si trattava di missili antinave di fabbricazione iraniana e di altri vettori da 122 mm intercettati dalle forze britanniche poco prima che fossero consegnati ai talebani.

Il rapporto, secondo quanto riferisce il Jerusalem Post che sostiene di averne ottenuto una copia, contiene almeno 10 casi in cui grandi quantitativi di armi iraniane destinate ai gruppi terroristi sono state intercettate, compreso il caso del cargo Victoria intercettato dalla marina israeliana all’inizio dell’anno e che era destinato ad Hamas. Oltre al caso della nave Victoria viene riportato anche il caso dell’aereo cargo fermato dalle autorità turche nella base aerea di Diyarbakir e che era destinato alla Siria. Oltre a questo il rapporto evidenzia anche che negli ultimi mesi l’Iran avrebbe testato due missili a lungo raggio, il Shihab 3 e il Sajil, contravvenendo così alle limitazioni imposte dalle nazioni Unite.

E sono proprio i test missilistici a preoccupare maggiormente le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e Israele. Infatti i due vettori testati (doveva avvenire tutto in segreto ma il lancio è stato segnalato dai satelliti) possono trasportare a grande distanza testate chimiche e, soprattutto, nucleari, il che fa supporre che il programma balistico iraniano sia direttamente collegato al programma nucleare che proprio in questi giorni ha ripreso vigore dopo che per mesi è stato bloccato da un virus informatico.

Quello che appare chiaro dal rapporto degli esperti ONU è che l’Iran sta giocando su diversi fronti, compreso quello afghano nonostante le ripetute smentite di Teheran a riguardo. Sembra infatti chiaro che le armi e gli esplosivi che stanno uccidendo tanti militari della NATO (compresi gli italiani) abbiano la targa iraniana, fatto questo che rende Teheran co-responsabile delle morti dei soldati occidentali. Si sapeva che le Guardie della Rivoluzione iraniana addestravano i talebani all’uso degli IED (improvised explosive device) ma non erano mai stati collegati direttamente alla fornitura di armi. Gli ultimi sviluppi invece provano, senza ombra di dubbio, che è l’Iran a rifornire di armi i talebani.

Ora si aspetta una reazione da parte delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti che vada oltre la semplice condanna verbale. Insomma, ci si aspettano azioni concrete volte a stroncare del tutto la consegna di armi iraniane ai talebani e a isolare ulteriormente Teheran che non sembra risentire, in questo settore, delle sanzioni internazionali.

Sharon Levi