Ancora attacchi islamici alla stampa e alle sinagoghe. E’ il momento di fare qualcosa

Come avevamo previsto, passata l’emozione della grande manifestazione di Parigi per protestare contro l’attacco a Charlie Hebdo e al supermercato Kosher di Parigi, tutto è tornato silente sul terrorismo islamico in Europa, quasi che non lo si volesse disturbare, che non lo si volesse nominare con il suo vero nome. Non è servito nemmeno l’attacco all’Hamburger Morgenpost per ricordarci che l’Islam non fa sconti a nessuno e non ammette una stampa libera che possa in qualche modo mettere in discussione la teologia islamica della prepotenza e della altrui sottomissione. Ma ci pensano loro, i terroristi islamici, a ricordarci il pericolo che abbiamo in casa. Ieri il terrorismo islamico è tornato a colpire a Copenaghen, nella tranquilla Danimarca, e ancora una volta ha colpito due simboli per eccellenza a lui ostili, una manifestazione per la libertà di stampa e una sinagoga ebraica.

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Terrorismo islamico: è così difficile chiamare il pericolo con il suo vero nome?

Terrorismo islamico, si chiama terrorismo islamico. Quello che ieri e nei giorni scorsi ha sconvolto la Francia, prima con l’attentato a Charlie Hebdo e poi con le due azioni di ieri di cui una contro un supermercato Kosher, non è semplice “terrorismo”, non è l’azione di “folli criminali” o, come va tanto di moda chiamare queste cose, l’azione di “lupi solitari” né tantomeno di “squilibrati”. Si chiama terrorismo islamico, vediamo di iniziare a chiamarlo con il suo vero nome.

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Caro Grillo, ecco chi sono le “manine” dietro alla strage di Charlie Hebdo

La strage commessa da estremisti islamici nella redazione di Charlie Hebdo è una cosa troppo grave per scherzarci su o per farne scempio con assurde teorie complottare, per questo avevamo deciso di lasciar correre sulle tante stupidate lette sui social media nelle ultime ore. Ma Grillo, non conoscendo i limiti delle umana decenza, è riuscito a smuovere anche la nostra ferma volontà di non commentare. Così abbiamo deciso di tranquillizzare il re dei cretini in merito alle “manine” che ci sono dietro all’attentato alla redazione di Charlie Hebdo.

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Dopo Charlie Hebdo: quella volontà di sottometterci che non possiamo accettare

Buongiorno dall’Europa sotto l’attacco dell’estremismo islamico-nazista. Come ci si sente a essere improvvisamente tirati dentro a una guerra che nessuno vorrebbe ma che adesso si è costretti a combattere? Come ci si sente a svegliarsi con la consapevolezza che fino ad oggi si sono tenuti gli occhi chiusi di fronte alla progressiva avanzata dell’estremismo islamico, che si è accettato di tutto, i loro diktat, le loro pretese e le loro offese senza battere ciglio per poi scoprire che nemmeno questo è riuscito a placare la loro sete di sangue?

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Vignette profeta: sotto ricatto islamico

Vignette Profeta – Il mondo libero è sotto il minaccioso ricatto islamico. Ormai è una certezza. Oggi la Francia ha dovuto annunciare per venerdì prossimo la chiusura di 20 ambasciate in Paesi islamici, il tutto a causa della pubblicazione di alcune vignette raffiguranti il Profeta Maometto da parte di un giornale satirico francese, Charlie Hebdo.

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