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Egitto: la sfida di al-Sisi all’Islam e le aperture a Israele

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Se c’è una cosa che non si può dire del Generale Abdel Fatah al-Sisi è che non abbia coraggio. Lo ha dimostrato  venerdì con un discorso ai militari ripreso dal giornale egiziano Youm7 nella quale sfida apertamente l’islam integralista e lancia una importantissima apertura a Israele.

Al-Sisi parte in quarta affermando che «è arrivato il momento di fermare l’abominevole paranoia arabo-musulmana nei confronti di Israele, di fermare la manipolazione di massa e la vergognosa e ingannevole propaganda contro lo Stato ebraico». Ma non si ferma qui e afferma che «la regolamentazione del discorso religioso è la più grande sfida che deve affrontare l’Egitto e gli egiziani». Al-Sisi va più nello specifico quando spiega che «è necessario introdurre una nuova visione dell’Islam, più moderna e svincolata dall’Islam integralista fermo ormai da 800 anni». Insomma, un Islam moderno e al passo con i tempi.

Le reazioni

I media arabi ne parlano poco di questo importantissimo discorso del Generale Al-Sisi ma in Egitto la discussione è apertissima. Plaudono quasi tutti gli intellettuali e buona parte della popolazione ormai stanca di sottostare alle prepotenze della Fratellanza Musulmana e al terrorismo islamico. La gente egiziana vuole la normalità di un paese civile e moderno e si rende conto che per avere questo deve per forza sganciarsi dalla visione integralista che hanno dell’Islam i Fratelli Musulmani e i loro cugini salafiti. Naturalmente gli islamisti protestano e parlano di “accondiscendenza verso il nemico sionista” e di blasfemia contro l’islam e lanciano pesanti minacce di morte verso il Generale al-Sisi. Minacciano di trasformare l’Egitto in un enorme campo di battaglia e chiamano alla Jihad.

Un momento decisivo per l’Egitto

Tutti gli egiziani si rendono conto che per l’Egitto il momento è delicatissimo. Lo storico e pensatore egiziano, Sayed el Qemni, parla dell’avvento della Fratellanza Musulmana come «la versione moderna delle invasioni islamiche del VII secolo, ma peggiore della precedente» e avvisa che l’unico modo per l’Egitto di emergere dalla profonda crisi in cui versa è combattere l’islamismo della Fratellanza Musulmana, dei Wahabiti e dei salafiti. Buona parte della popolazione è con il Generale al-Sisi ma gli attacchi all’Egitto sono pressoché continui e dopo questo discorso la situazione rischia di peggiorare. Un campo di battaglia fondamentale è la Penisola del Sinai dove ancora imperversano gruppi salafiti nonostante il forte impegno dell’esercito egiziano. Ma anche a livello interno gli attentati sono molto frequenti, l’ultimo solo due giorni fa. E non sono da sottovalutare le minacce che arrivano dall’esterno, in particolare da Gaza da dove si sospetta partano le armi, gli esplosivi e i terroristi che colpiscono in Egitto. Proprio questa mattina l’aviazione israeliana ha colpito uno dei capi dei terroristi che operano nel Sinai.

1 Comment

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  • Combattere l’integralismo e’ la unica via per far si che l’Egitto torni ad essere una nazione libera e moderna. Un paese ove lo straniero si senta ospite benvenuto e non possibile vittima. Dove le differenze religiose siano rispettate e le discussioni siano nello spirito missionario e non terrorizzando con la forza.
    Shalom dovrebbe voler dire pace anche per voi integralisti !