Opinioni

Cosa ha fatto VERAMENTE Trump per Israele?

Una premessa è doverosa: nessuno (e dico nessuno) può mettere in discussione il fatto che il Presidente Donald Trump sia amico sincero di Israele.

Nessuno (e ripeto nessuno) può paragonare l’atteggiamento di Trump verso Israele con quello di Obama. Il secondo si è spesso comportato come ostile allo Stato Ebraico e questo è innegabile.

Ciò detto, vorrei smontare tutto l’entusiasmo che vedo in giro per quello che Trump avrebbe fatto per Israele e vedere quello che invece ha fatto veramente, il tutto con l’occhio dell’uomo della strada, cioè dell’uomo semplice.

Partiamo da quella che a detta di molti corrisponderebbe alla madre di tutte le decisioni, quella di traferire l’ambasciata americana a Gerusalemme.

Diciamocelo molto chiaramente, è stato un atto simbolico, un atto molto forte, molto importante per tanti motivi, ma comunque un atto simbolico. Tutte le attività diplomatiche americane sono rimaste a Tel Aviv.

Di positivo (e non è poco) c’è che di fatto gli Stati Uniti hanno riconosciuto Gerusalemme quale capitale di Israele.

Attenzione però, non c’è da nessuna parte il riconoscimento di Gerusalemme come capitale indivisibile di Israele. Non è un dettaglio da niente.

Il secondo atto più importante, a detta degli esperti, sarebbe stato quello riguardante la decisione da parte degli Stati Uniti di uscire dall’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA).

Al momento quella decisione ha fatto gioire moltissime persone, me compreso. Poi però doveva essere seguita da atti volti ad impedire all’Iran qualsiasi sviluppo indirizzato sia verso il nucleare che verso lo sviluppo di armi avanzate quali missili balistici, droni ecc. ecc.

Invece Trump ha pensato che quella semplice decisione unita a una serie di sanzioni sarebbe stata sufficiente a mettere in un angolo gli ayatollah. Non è andata così.

Oggi l’Iran è più vicina alla bomba di quanto non lo fosse quando Trump è diventato presidente. Ha quasi il triplo di uranio arricchito, che arricchisce al 20% invece che al 3% (ma potrebbe arricchirlo facilmente al 90%). Il suo programma balistico è andato avanti senza nessun problema tanto che oggi dispone di missili in grado di colpire persino l’Europa. I suoi droni sono altamente tecnologici, così all’avanguardia da sfuggire ai controlli sauditi e colpire senza problemi la più grande infrastruttura petrolifera saudita. Ma soprattutto, il loro esercito e le loro milizie sono a pochi Km dal confine con Israele.

Non mi sembra un buon risultato, specialmente se unito con la strana paura che ha dimostrato Trump nei confronti degli Ayatollah.

Hanno attaccato l’Arabia Saudita e lui non ha fatto nulla. Hanno abbattuto un drone americano è lui non ha fatto nulla. Hanno attaccato petroliere nel Golfo e lui non ha fatto nulla. Dopo l’uccisione di Quassem Soleimani hanno attaccato una base americana e lui ancora una volta non ha fatto nulla.

Quindi, inutile e dannosa la decisione di uscire dal JCPOA senza l’adeguato contorno di azioni. Lo so, ha eccitato molta gente che continua a sbandierarla come una “grande decisione”. E lo sarebbe anche stata se non si fosse fermata alla sola uscita da quell’accordo, una decisione che ha finito solo per aiutare i duri e puri della Guardia Rivoluzionaria.

Insomma, pur avendo riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, pur essendo uscito dall’orribile accordo sul nucleare iraniano, in realtà non ha fatto nulla per rendere più sicura la regione o lo stesso Israele, specie se a tutto questo ci aggiungiamo il progressivo ritiro americano dalla regione.

Per intenderci, Trump ha fatto esattamente quello che aveva promesso di fare prima di essere eletto Presidente. Però da qui ad enfatizzare le sue azioni ce ne passa.

Anche i rapporti migliorati tra alcuni paesi arabi e Israele su cui tanto si esaltano i sostenitori di Trump, non sono gratis per Israele mentre portano molti miliardi di dollari in ordini di armi agli Stati Uniti, in perfetta sintonia con la tesi “America first”, che è esattamente ciò che Trump aveva promesso al suo popolo. Quindi per favore non eleviamolo a “salvatore di Israele” o addirittura a “salvatore della pace regionale”.

Anzi, se vogliamo proprio essere sinceri la regione mediorientale oggi, dopo quattro anni di presidenza Trump, non è né stabilizzata né più sicura, tutt’altro.

I curdi siriani sono stati praticamente abbandonati nelle mani di Erdogan (altro punto dolente di cui parleremo a parte), la Siria lasciata a Putin e ai pasdaran, il Libano ormai ridotto a uno stato fantasma nelle mani di Hezbollah, l’Iraq sempre più provincia iraniana.

Se abbiamo criticato Obama per i disastri fatti con le primavere arabe o con la Libia, possiamo e dobbiamo criticare Trump per quello che non ha fatto e avrebbe potuto fare.

Mi si dirà che è legittimo per un Presidente USA disimpegnarsi da teatri di guerra o non impegnarsi in nuove “avventure”. È vero, è tutto tragicamente vero. Ma allora non facciamone uno statista. È un egoista che pensa solo agli affari suoi.

Anche questo è legittimo ma è altrettanto legittimo ricordarlo proprio così, come un semplice commerciante che non fa niente senza avere qualcosa in cambio.

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Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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