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Gli smemorati di Auschwitz

Un giorno della memoria si istituisce perché l’umanità ha questa brutta abitudine di dimenticare anche l’indimenticabile. Chi avrebbe pensato tra coloro che il 27 gennaio di 70 anni fa liberarono il campo di Auschwitz che quelle immagini potessero essere dimenticate e persino messe in dubbio? Chi avrebbe pensato che dopo 70 anni il mondo sarebbe tornato indietro e avrebbe ripreso la “caccia all’ebreo”?

Mi è sempre un po’ difficile parlare della “giornata della memoria”. Anche se non sono ebreo mi sento profondamente vicino alla sofferenza che provoca questo nefasto giorno in tutti coloro che direttamente e indirettamente hanno vissuto la Shoah, ma allo stesso tempo mi sento combattuto per tutta l’ipocrisia che vedo proprio durante questa importantissima ricorrenza istituita nel 2005 dalle Nazioni Unite. Vedere gli stessi che oggi vorrebbero la distruzione di Israele parlare di Olocausto un solo giorno all’anno per poi, passato il momento, tornare a lavorare alacremente per provocarne un altro non solo mi da rabbia ma mi fa capire come in fondo le cose non siano cambiate in 70 anni.

Anzi, in qualcosa le cose sono cambiate, oggi gli ebrei hanno un luogo dove potersi rifugiare e difendere, un luogo che si chiama Israele e che forse proprio per questo è continuamente sotto attacco.

Certo che deve essere frustrante per un antisemita vedere come un minuscolo Stato circondato da miliardi di musulmani possa resistere così caparbiamente ad ogni tentativo di distruzione. Mi ci metto nei panni dell’antisemita che si danna l’anima perché questi ebrei cocciuti e testardi non si rassegnano al nuovo sterminio. E ogni volta che mi ci immedesimo gioisco per il tutto il fiele che questo fatto provoca nelle loro bili.

Tuttavia non posso non essere a mia volta preso dalla rabbia nel vedere tanta “commemorazione” e tanta “vicinanza” al popolo ebraico espressa solo nella giornata della memoria, non posso non avere attacchi di bile nel sentire la vasta pattuglia di ipocriti da strapazzo che “ricordano la Shoah ma…..” dove quel “MA” è sempre condizionato a qualche porcheria che sta per arrivare volta alla distruzione di Israele. Solo pochi giorni fa il M5S si lamentava perché il Parlamento italiano aveva rinviato la discussione per il riconoscimento della Palestina, ma sono sicuro che domani vedremo quegli stessi ipocriti fare discorsi che ricordano lo sterminio degli ebrei “MA”…. “ma anche i palestinesi”, “ma però….” e ci sarà chi arriverà pure a paragonare una democrazia come quella israeliana ai nazisti. Vedrete, i social media ne saranno pieni di “MA” e di porcherie varie.

E mi tornano in mente i liberatori di Auschwitz che nemmeno volevano fotografare quel macello a cielo aperto perché mai avrebbero pensato che qualcuno un domani avrebbe potuto mettere in dubbio quello sterminio.

Qualche giorno fa qualcuno ha detto che per ricordare degnamente gli ebrei morti nella Shoah dobbiamo difendere gli ebrei vivi, che dobbiamo difendere Israele, l’unica vera democrazia in un Medio Oriente pieno di violenza e morte, l’unica isoletta di pace in un mare di sangue. Sono d’accordo e lo vorrei ricordare anche a tutti gli smemorati di Auschwitz che domani faranno tanti bei discorsi conditi dai SE e dai MA, gli vorrei ricordare che con i loro SE e i loro MA fanno il gioco dei nuovi nazisti, quegli stessi che ancora oggi vorrebbero un nuovo sterminio ebraico e che hanno come primo obbiettivo la distruzione di Israele.