E’ arrivata ieri come un macigno (ma quasi ignorata dai media se si fa eccezione per il Corriere.it) la denuncia di Mehdi Karrubi che decine di ragazze e ragazzi, arrestati durante le manifestazioni post elettorali, sarebbero stati selvaggiamente violentati dai loro aguzzini.

Secondo quanto riportato dal Corriere e da altri media stranieri la denuncia di Karroubi sarebbe partita da alcune rivelazioni di “alti funzionari” in base alle quali su moltissime ragazze e anche su ragazzi, sarebbero stati praticati “stupri generalizzati” per piegare la loro volontà di “dissentire”.

In realtà e in base ad alcuni racconti di ragazzi liberati e all’omicidio in carcere di Hossein Akbari, un ragazzo di soli 16 morto a causa della rottura del canale anale, questa era una cosa che si sapeva ormai da tempo, ma mai nessun politico di alto rango iraniano aveva avuto il coraggio di denunciarlo. Lo ha fatto Karroubi sfidando in maniera aperta la censura del regime.

«Alcuni alti funzionari mi hanno riferito cose veramente vergognose – ha scritto Karroubi in una lettera all’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani – che alcune giovani donne sono state selvaggiamente violentate … Che anche alcuni giovani uomini sono stati selvaggiamente violentati e che da allora soffrono di depressione e hanno seri problemi psicologici e fisici». «Se ciò fosse vero, sarebbe una tragedia per la Repubblica islamica – ha aggiunto Karrubi – Una tragedia che cancellerebbe i peccati di molte dittature, compresa quella del deposto Scià». (fonte Corriere.it).

Karroubi toglie quindi il velo a una delle repressioni più violente che la storia ricordi, una repressione pianificata molto tempo prima delle elezioni quando venne allestito il carcere segreto di Kahrizak che proprio la nostra associazione aveva denunciato alle Nazioni Unite.