Iran e tensioni in Cisgiordania, veri problemi per Israele

capo shin bet
L’escalation delle tensioni in Giudea e Samaria rappresenta per Israele una minaccia tanto grande quanto quella rappresentata dall’Iran

L’Iran è il problema fondamentale per il Medio Oriente e un nuovo accordo nucleare tra Teheran e le potenze mondiali avrebbe un effetto destabilizzante sulla regione, ha ammonito il capo dell’Agenzia di sicurezza interna israeliana (Shin Bet) Ronen Bar.

Durante un discorso al Summit mondiale sull’antiterrorismo presso l’Università Reichman di Herzliya, Bar ha dichiarato: “L’Iran non è solo un problema nucleare, è il problema fondamentale del Medio Oriente”.

“Possiamo solo immaginare la futura portata dell’influenza iraniana se viene firmato un accordo nucleare e se le casse iraniane si arricchiscono di miliardi di dollari una parte delle quali sarà destinata a scopi terroristici e al rafforzamento di organizzazioni come Hezbollah in Libano e la Jihad islamica a Gaza”, ha aggiunto.

Bar ha anche affermato che l’incertezza politica di Israele e la generale discordia interna stanno incoraggiando i nemici ad aumentare i loro attacchi contro lo Stato ebraico.

“Dalle informazioni che abbiamo letto, dagli interrogatori degli attentatori che abbiamo condotto e anche da molti anni di familiarità con i nostri avversari, ovunque essi siano, possiamo dire oggi senza ombra di dubbio che l’instabilità politica, la crescente conflittualità interna… sono un incoraggiamento all’asse del male, alle organizzazioni terroristiche e ai singoli attentatori”, ha affermato.

Anche l’ambasciatore statunitense in Israele Thomas Nides è intervenuto alla conferenza, suggerendo che l’escalation delle tensioni in Giudea e Samaria rappresenta una minaccia alla sicurezza di Israele pari a quella rappresentata dall’Iran e dai suoi proxy.

Il capo dello Shin Bet ha affermato nel suo discorso di domenica che quest’anno l’organizzazione da lui diretta ha sventato centinaia di attacchi terroristici palestinesi definiti “significativi”.

“Abbiamo sventato 312 attacchi terroristici significativi, accoltellamenti, sparatorie, attacchi suicidi e abbiamo effettuato 2.110 arresti”, ha dichiarato.

Le preoccupazioni di Gantz sulla tenuta della Autorità Palestinese

La settimana scorsa il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha dichiarato che l’esercito israeliano continuerà ad operare nelle aree controllate dall’Autorità Palestinese se l’AP non riuscirà a mantenere la sicurezza.

“Ho trasmesso questo messaggio anche oggi alla leadership dell’Autorità palestinese: Non permetteremo a uomini armati che cercano di uccidere israeliani di vagare liberamente. Li perseguiremo e li fermeremo”, ha dichiarato.

“Chiediamo che l’Autorità Palestinese non solo parli contro il terrorismo, ma agisca anche contro di esso. La diffusione delle armi e la mancanza di governance stanno danneggiando sia il popolo palestinese che la stessa Autorità Palestinese”.

Gantz ha fatto i suoi commenti dopo aver assistito a una valutazione della situazione da parte della Divisione di Intelligence delle Forze di Difesa Israeliane, in mezzo a un’impennata delle attività terroristiche palestinesi e alla preoccupazione che la PA stia perdendo il controllo in quelle parti della Giudea e della Samaria che sono sotto il suo controllo.

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