Erdogan, la Fratellanza Musulmana, Putin e i Balcani

erdogan nei balcani
I Balcani come palestra per una collaborazione fattiva tra Russia e Fratellanza Musulmana piuttosto che tra Russia e Turchia. E non è la stessa cosa

L’Europa ha molto punti deboli e sia Erdogan che Putin lo sanno benissimo. Tra questi ci sono i Balcani. Per aiutarci nel nostro ragionamento e prima di addentrarci nelle ipotesi e nelle opinioni dobbiamo necessariamente ricapitolare alcuni punti fermi che ci aiuteranno nel corso del nostro ragionamento:

  • Erdogan si ritiene (e probabilmente lo è) il capo delle Fratellanza Musulmana. Per sapere chi sono veramente i Fratelli Musulmani e quanto siano pericolosi andate a leggere questo link (prendetevi del tempo e leggete bene)
  • Il dittatore turco, insieme a quello russo, è implicato in diversi teatri di guerra ma è anche impegnato, proprio come capo della Fratellanza Musulmana, a portare avanti il progetto del “Califfato globale”. Uno dei teatri più promettenti sono i Balcani, proprio nel cuore di quell’Europa che continua a sbattere la porta in faccia alla Turchia. Dal canto suo Putin mira deliberatamente a destabilizzare l’Europa e anche lui usa i Balcani come arma consapevole che quell’area è il vero ventre molle dell’Europa.
  • Erdogan e Putin da anni ricattano l’Europa, il turco con i milioni di rifugiati siriani (e non), il russo con il gas, come vediamo proprio in questi giorni.

Perché ho voluto fare questo riepilogo? Perché per andare avanti nel discorso era utile capire bene di cosa si stava parlando (e spero che anche i link sopra siano serviti allo scopo).

Ora, proprio in questi giorni il capo della Fratellanza Musulmana è tornato per l’ennesima volta in viaggio attraverso i Balcani, visitando Bosnia Erzegovina, Croazia e Serbia, proprio a testimoniare quanto siano importanti per il progetto del Califfato globale.

Nella città croata di Sisak ha quindi inaugurato l’ennesimo centro islamico finanziato dalla Turchia che per non fallire deve ricorrere all’aiuto di “paesi amici” per rafforzare le riserve della sua banca centrale, ma trova denaro a volontà per finanziare centri islamici, scuole coraniche e moschee in tutto il mondo.

Perché dobbiamo focalizzarci su quello che Erdogan sta facendo (zitto, zitto) nei Balcani? Perché rischiamo che una parte consistente dell’Europa est/mediterranea entri nell’area di influenza della Fratellanza Musulmana (più che turca) ed è una eventualità che non possiamo permetterci e che quindi dobbiamo scongiurare.

Il complottismo non mi appartiene, però questa volta voglio provare ad essere anche io un po’ complottista.

Allora, che Erdogan abbia un piano per i Balcani lo vado dicendo da anni, che questo piano si stia evolvendo è abbastanza evidente tant’è che il dittatore turco si spinge sempre più avanti nelle sue provocazioni arrivando a criticare l’occidente, accusato di provocare la Russia, proprio da Belgrado, cioè dalla capitale di quella Serbia responsabile della pulizia etnica che colpì in particolar modo i musulmani bosniaci.

Erdogan non fa nulla per caso e se ha lanciato un attacco così violento contro l’occidente proprio dalla Serbia, da sempre legata fraternamente alla Russia e ora avanguardia in occidente del nuovo impero russo, dando la benedizione della Fratellanza Musulmana e perdonando quindi la pulizia etnica contro i musulmani bosniaci, un motivo c’è.

Gli Stati Uniti non sono gli unici a vendere aerei da guerra

Recep Tayyip Erdogan da Belgrado, Serbia

È curioso che subito dopo aver attaccato l’occidente, il capo della Fratellanza Musulmana abbia dichiarato che probabilmente la Turchia acquisterà aerei di ultima generazione dalla Russia visto che gli Stati Uniti non intendono fornire ad Erdogan nemmeno gli aggiornamenti per gli F-16 in suo possesso oltre ad averlo praticamente cancellato dal programma degli F-35.

La collaborazione tra Russia e Fratellanza Musulmana (non quindi tra Russia e Turchia) che si vede in queste ore nei Balcani e che recentemente ha probabilmente evitato un pericoloso aumento della tensione tra Kosovo e Serbia, potrebbe quindi riproporsi anche in altri scenari come la Libia, la Siria e il Corno d’Africa.

Secondo Dmitry Peskov, addetto stampa del dittatore russo, Erdogan e Putin si vedranno di persona a Samarcanda in occasione del prossimo vertice SCO (Shanghai Cooperation Organization) che si terrà il 15 e 16 settembre. Putin vuole rinnegare l’accordo sul grano ucraino ed Erdogan sembra stare dalla sua parte, più per convenienza che per convinzione.

Ormai praticamente fuori dalla NATO (anche se non ufficialmente), minaccia ogni giorno di invadere la Grecia, costretto a comprare armi dalla Russia perché la NATO non si fida di lui e non lo aggiorna nemmeno più sui piani operativi, Erdogan sta seriamente pensando di collaborare attivamente e apertamente con la Russia di Putin, così come sta facendo con successo nei Balcani attraverso la Fratellanza Musulmana.

Ribadisco il dettaglio perché rischiamo di non capirci: Russia e Fratellanza Musulmana, non Russia e Turchia. Non è la stessa cosa perché mentre la Turchia è praticamente fuori dall’Unione Europea e dalla NATO, la Fratellanza Musulmana è potentissima in Europa. Ce l’abbiamo praticamente in casa e controlla milioni di musulmani europei.

Non è la stessa cosa soprattutto per Putin, perché una “cooperazione” con la Turchia è ormai di fatto attiva in diversi scenari, ma non è particolarmente funzionale ai piani del boia di Mosca, mentre una cooperazione con la Fratellanza Musulmana, vera spina nel cuore dell’Europa, è davvero tutt’altra cosa.

Complottismo? Esagerazione? Forse, ma la collaborazione tra la Fratellanza Musulmana e la Russia nei Balcani è davanti agli occhi di tutti coloro che vogliono vedere e non può non farci riflettere ma soprattutto non può non spaventarci.

capo shin bet

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