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Islam e ISIS: basta buonismo, bisogna reagire a ogni costo

Non sono amico dell’Islam, non l’ho mai nascosto. Ma ho sempre avuto rispetto per le religioni altrui per cui se uno vuole essere islamico, liberissimo di farlo a patto che rispetti anche la mia religione e il mio pensiero. Ma quello che sta avvenendo all’interno dell’Islam non è più una cosa che ci può lasciare indifferenti, non possiamo più nasconderci vigliaccamente dietro al principio di non interferenza o, peggio, dietro al principio del rispetto della religione altrui.

Dal califfato creato dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL) arrivano ogni giorno notizie terribili, ma oggi si è passato davvero il segno, è avvenuta una di quelle cose che non si possono più ignorare o limitarsi a condannare. Serve intervenire, serve farlo duramente e immediatamente. Oggi è arrivata la notizia che l’ISIL ha ordinato l’infibulazione per tutte le donne presenti nel califfato. E’ un genocidio di genere. Non un genocidio come quello che si mettono in bocca i sostenitori di questi assassini quando parlano di Gaza o di Palestina. No questo è un genocidio vero, barbaro, sanguinario, fatto solo per il gusto di farlo. E una cosa orribile.

La notizia fa seguito a quella che tutte le ragazze vergini presenti nel califfato avrebbero dovuto concedersi ai combattenti della Jihad. Non proprio una novità. Gli islamisti quando si parla di vergini o più in generale di donne sono dei maiali. Ma quella della infibulazione è davvero una tragedia che il mondo civile non può permettere.

E basta con la retorica dei guerrafondai, con questa gente non c’è altra alternativa che essere guerrafondai almeno quanto lo sono loro, anzi di più perché noi qualche scrupolo ce lo facciamo mentre loro a essere feroci ci godono.

Dobbiamo iniziare a fare pulizia e siccome per fare questo non possiamo contare su quel codardo di Obama serve rivolgersi a chi ha le palle per farlo. Non amo per nulla Putin ma al momento rimane l’unico che sembra essere disposto a usare le maniere forti oltre a Israele. Siamo a una svolta, o ci decidiamo a combatterli oppure nel giro di poco tempo ce li troveremo davvero a Roma. E se per combatterli bisogna andare a casa del diavolo, andremo a casa del diavolo.