Israele, il Mossad e IDF in disaccordo sul nucleare iraniano

accordo nucleare iraniano
Il capo della diplomazia europea Josep Borrell

In Israele Mossad e IDF sono in disaccordo sul nucleare iraniano, cioè, dando per scontato che al momento non si può fare nulla militarmente, quale accordo tra Iran e Occidente sarebbe migliore per Israele?

Secondo quanto riporta Yedioth Ahronot, sempre più alti ufficiali delle forze di difesa israeliane – IDF – sarebbero propensi ad accettare anche un cattivo accordo con l’Iran piuttosto che nessun accordo.

L’IDF è convinto che anche un cattivo accordo ritarderebbe il programma nucleare iraniano quel tanto che basta per dare il tempo a Israele di trovare un soluzione militare praticabile.

Non è dello stesso avviso il Mossad che invece crede che, cattivo accordo per cattivo accordo, sarebbe meglio per Israele che l’occidente e l’Iran tornassero al vecchio e bistrattato JCPOA che così com’è darebbe a Israele più tempo rispetto a un nuovo accordo per organizzare un piano militare praticabile.

Infatti secondo l’agenzia di spionaggio israeliana un nuovo accordo con Teheran potrebbe ritardare il programma nucleare al massimo di due anni e mezzo, non abbastanza affinché i militari escogitino un piano praticabile.

Per di più un nuovo accordo toglierebbe le sanzioni a Teheran ed escluderebbe i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) dalla lista delle organizzazioni terroristiche, cosa che Israele non vuole assolutamente.

Togliere le sanzioni all’Iran significa dare a Teheran la possibilità di finanziare lautamente i gruppi terroristici (come Hezbollah) in Medio Oriente.

Sabato, il ministro degli Esteri dell’UE Josep Borrell ha annunciato, durante una visita in Iran, che Teheran ha accettato di riprendere i negoziati a Vienna dopo aver temporeggiato per mesi, mentre la Repubblica islamica, praticamente senza controllo internazionale, arricchisce l’uranio più vicino che mai ai livelli utili per le armi atomiche.

Per tutto questo secondo il Mossad sarebbe preferibile tornare al controllo e alle restrizioni del vecchio JCPOA piuttosto che concludere un nuovo pessimo accordo.

Le speranze di chi voleva salvare salvare l’accordo sul nucleare iraniano si sono bloccate negli ultimi mesi, dopo che i colloqui si sono arenati a marzo sullo sfondo dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con l’insistenza di Teheran affinché gli Stati Uniti rimuovessero l’IRGC dalla lista dei terroristi come principale punto di ostacolo nei negoziati. Tuttavia, recenti rapporti suggeriscono che Teheran abbia rinunciato alla sua richiesta.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia