Jihad globale: altro sangue cristiano in Nigeria. Reazioni risibili

La Jihad globale vuole molto sangue cristiano ed ebraico per sopravvivere. E’ come un immenso Dracula con la kefiah che si aggira per il mondo colpendo dove vuole e quando vuole persone inermi e quasi sempre disarmate, perché questo Dracula islamico è pure vigliacco.

La Nigeria è uno dei Paesi preferiti dalla Jihad globale, soprattutto le chiese cristiane dove i fedeli si riuniscono a pregare e dove è molto più facile colpirli, massacrarli. Ieri l’ennesima domenica di sangue con ben cinque chiese colpite e almeno 23 morti lasciati sul terreno. Decine e decine i feriti. Il Dracula della Jihad globale ha preteso il suo tributo di sangue cristiano.

Beh, lasciatemi dire che la reazione del mondo libero è stata ancora una volta insufficiente. Solo parole di sdegno e di condanna contro l’ennesimo massacro di cristiani, contro l’ennesimo atto vigliacco di un Islam che ormai sa solo uccidere per imporsi. Emblema delle reazioni inutili la risibile dichiarazione del Ministro degli Esteri Italiano, Giulio Terzi, che su Twitter scrive: «è imprescindibile, dopo le orribili violenze in Nigeria, che il prossimo Consiglio degli affari esteri Ue discuta della tutela delle minoranze religiose, chiesta dall’Italia. Per frenare le violenze interreligiose ci vogliono tre livelli di intervento: inserire tutele nelle costituzioni, formare sulla tolleranza, collaborazione antiterrorismo». Ancora, dopo migliaia di litri di sangue cristiano versato in Nigeria c’è chi parla di “formare sulla tolleranza”. Se non è risibile una cosa del genere…….. è come andare alla guerra armati di foglio e penna. Perché questa è una guerra e non si può combattere con la tolleranza. E poi, a chi lo dice il Ministro Terzi che occorre fare qualcosa, alla Ashton? Ma figuriamoci, la baronessa inglese è la quinta colonna islamica all’interno della UE.

Ci vuole ben altro per combattere la Jihad globale, ci vuole prima di tutto l’onestà di ammettere che questa è una guerra. Inutile continuare a credere che tutto si possa risolvere con la reciproca tolleranza. Agli islamici non interessa convivere con gli altri, a loro interessa assimilare tutti e chi non lo accetta deve essere eliminato. E se qualcuno ancora spera o crede che ci sia un “islam moderato” commette l’ennesimo fatale errore. Basta vedere la assoluta mancanza di reazioni di condanna (magari ipocrite) del cosiddetto “islam moderato” a queste stragi di cristiani.L’islam moderato è una invenzione di quei buonisti alla Terzi che credono che per risolvere il problema basti porgere l’altra guancia. Loro facciano come vogliono. Noi l’altra guancia non la porgiamo. Non più.

Franco Londei

staff RR

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La redazione di Rights Reporter con sede in Israele che porta avanti il progetto RR. Collabora attivamente con le maggiori testate israeliane

1 Comment Lascia un commento

  1. Caro Franco, il ministro odierno come quello precedente e quell’altro ancora, arrivando naturalmente a quella sensibile anima di Craxi, amico solidale di Arafat con i suoi assassini islamici, non hanno mai avuto le palle per dire in faccia al mondo quanto pericoloso sia il nostro buonismo verso costoro. Le “primavere” arabe le abbiamo aiutate sperando in un cambiamento radicale del loro orizzonte democratico, ma ben presto abbiamo capito (noi solo, pero’!) che per loro la democrazia vuol dire un ritorno alla Jihad. La nostra tolleranza nei loro confronti deve cessare immediatamente, non solo con inutili e farsesche parole, ma con atti inequivocabili. Rientro immediato dei nostri diplomatici, con espulsione dei loro, espulsione dei loro connazionali senza permesso di soggiorno ecc…
    Se ci bloccheranno le forniture petrolifere, sapremo così regolarci ancora meglio. Nessuna paura contro questi odiatori della sacralità della vita umana, sempre contro di loro per una vita più serena e tranquilla.

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