La guerra tra Hamas e Israele è stata un test per conto dell’Iran

Se serviva una ulteriore prova del coinvolgimento iraniano nella recente esplosione di violenza tra Israele e Hamas, è arrivato in queste ore il messaggio dell’Ayatollah Khamenei nel quale oltre a congratularsi con Hamas parla chiaramente di “test”.

«Il recente test di questi giorni ha onorato la nazione palestinese. Il selvaggio nemico simile a un lupo ha capito correttamente di essere impotente di fronte alla rivolta unificata della Palestina» ha scritto Khamenei nel suo messaggio ad Hamas.

«Questo test» dice ancora l’Ayatollah Khamenei «cioè la cooperazione tra Quds (non è chiaro se parla della forza Quds oppure del nome persiano di Gerusalemme) i campi palestinesi nella West Bank e Gaza ha mostrato la futura soluzione ai palestinesi».

Poi torna sull’effetto scatenante della violenza, il quartiere di Shimon HaTzadik (quello che gli arabi chiamano Sheikh Jarrah) per incitare nuovamente alla violenza.

«L‘esperienza (nuovamente il test) di Sheikh Jarrah nel resistere all’aggressione del regime e degli abitanti mercenari degli insediamenti dovrebbe diventare un piano d’azione perpetuo per il coraggioso popolo palestinese».

l’intero mondo dell’Islam ha responsabilità e obblighi religiosi rispetto alla causa palestinese

Ali Khamenei

E poi la chiamata alle armi rivolta all’intero mondo islamico: «l’intero mondo dell’Islam ha responsabilità e obblighi religiosi rispetto alla causa palestinese».

Infine l’Ayatollah Khamenei chiede che il mondo islamico sostenga finanziariamente la causa palestinese e che quello occidentale condanni e punisca Israele per quelli che secondo lui sono “i crimini del regime sionista” contro i Palestinesi.

La lettere di questo criminale internazionale indirizzata ai terroristi palestinesi è quindi interessante sotto diversi aspetti.

Il primo, quello più evidente, è che Hamas ha condotto un test per conto dell’Iran e che anche in Giudea e Samaria l’Iran controlla i movimenti palestinesi attraverso uomini di Hamas.

Il secondo, meno evidente ma non meno importante, è che l’Iran non considera l’Autorità Palestinese (Abu Mazen) un interlocutore valido. Nemmeno la nomina nella lettera.

Non sono due cose da nulla e spiegano anche i motivi di questa improvvisa fiammata di violenza scattata per un motivo poco più che risibile.

Hamas è chiaramente finito sotto l’orbita iraniana e non sappiamo se Turchia e Qatar ne sono complici consapevoli o inconsapevoli.

Propendiamo decisamente per la prima, il che cambierebbe in maniera evidente la prospettiva perché prefigurerebbe una “santa alleanza” tra i Fratelli Musulmani (Turchia e Qatar sunniti) e l’Iran (sciiti) contro Israele.

Vale la pena ricordare che la Turchia è membro della NATO e che finanzia e probabilmente arma insieme all’Iran Hamas, cioè un gruppo riconosciuto come terrorista anche dall’Europa dove Ankara vorrebbe entrare.

Quindi, prima di urlare contro Israele ci si pensi bene e si pensi bene a chi c’è dietro ai terroristi islamici di Hamas.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia