Le ONG a Gaza sono complici di Hamas e della morte di civili

E’ ormai impossibile continuare a far finta di niente e non vedere il ruolo delle ONG nella guerra ibrida di Hamas
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Per capire l’importanza che hanno le ONG a Gaza in tutto quello che succede nella Striscia dobbiamo partire dai numeri.

Prima della guerra le ONG a Gaza erano circa mille (MILLE) e servivano un territorio di 365 Kmq abitato da circa due milioni di persone (2.000.000). I dati sono sono stati forniti dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA), alla fine del 2023.

Sempre secondo l’OCHA, per trovare mille ONG in un singolo territorio, ovvero in una singola nazione o territorio delimitato, dobbiamo andare nella Repubblica Democratica del Congo dove circa mille ONG servono un territorio di 2.345.000 di Kmq abitato da oltre 95 milioni di persone (95.000.000).

Per capirci meglio, a Gaza prima della guerra c’era una ONG ogni 2.000 abitanti, nella Repubblica Democratica del Gongo, terra devastata da decenni di guerre che hanno provocato milioni di morti, il rapporto è di una ONG ogni 95.000 persone.

Non vi basta? Andiamo a fare un altro paragone fortemente esplicativo, quello degli aiuti umanitari. A Gaza nel mese di maggio sono entrati oltre 6.000 camion di aiuti umanitari. Nello stesso periodo a El Fasher, in Darfur, dove sono rifugiati milioni di sudanesi accerchiati dalle RSF sono entrati solo poche decine di camion di aiuti.

Perché ho portato questi esempi? Perché con questi numeri è letteralmente impossibile credere che le ONG a Gaza non fossero al corrente di quello che stava facendo Hamas, a partire dai tunnel e dai centri di comando dentro gli ospedali e alle scuole, fino al massiccio contrabbando di armi e materiali proibiti attraverso i tunnel dall’Egitto (sul cui ruolo bisognerebbe riflettere, magari più avanti).

E se, come fortemente plausibile, ne erano al corrente allora le proteste che abbiamo visto quando i militari israeliani sono entrati negli ospedali e nelle scuole, erano proteste a favore di Hamas, gestite da Hamas con la connivenza delle tante ONG a Gaza.

Questo vuol dire anche che le stesse ONG – sempre pronte alla contestazione – avevano messo in conto un alto numero di vittime civili oltre alla possibilità che gli ospedali non avrebbero potuto funzionare come si deve una volta diventati parte in causa nel conflitto e perso l’intoccabilità dovuta dal Diritto Internazionale.

Ed è proprio nel momento in cui inscenavano la protesta contro l’ingresso delle truppe israeliane negli ospedali o nelle scuole che le ONG hanno dimostrato la loro totale connivenza con i terroristi islamici di Hamas, perché quelle proteste erano palesemente volte a indirizzare l’opinione pubblica mondiale contro Israele piuttosto che sui veri responsabili delle violazioni del Diritto Internazionale. Quelle proteste erano un atto di guerra ibrida e le ONG erano e sono una parte fondamentale della guerra ibrida di Hamas.

Che credibilità può avere una ONG internazionale famosa per difendere i bambini e per le sue campagne contro i bambini soldato, che a Gaza evita accuratamente di nominare i bambini soldato di Hamas e le migliaia di bambini deliberatamente mandati al macello da Yahya Sinwar? Che credibilità può avere quando invece di puntare il dito sui veri responsabili, cioè Hamas e le ONG partner dei terroristi, punta il dito contro Israele? Ma soprattutto, perché lo fa ben sapendo che è sbagliato?

È troppo evidente il partenariato tra Hamas e le ONG a Gaza per essere ancora trascurato, anche quando si tratta di ONG riconosciute a livello mondiale per la loro opera.

Non si possono incolpare solo i cooperanti locali come ho visto fare di recente da una ONG italiana, la connivenza con Hamas ad alti livelli è troppo chiara per essere sottovalutata visto anche che queste ONG fanno sistematicamente propaganda per Hamas.

Chiunque prenda il controllo della Striscia di Gaza dopo la guerra, dovrà disfarsi di un gran numero di partner di Hamas sotto mentite spoglie, quelle centinaia di ONG che non hanno alcun motivo per stare a Gaza.