Mentre il Primo Ministro libanese, Saad Hariri, è negli Stati Uniti per incontrare il presidente americano, Barack Obama, anche per discutere della situazione di tensione che il Libano si appresta a vivere in seguito alla pubblicazione del risultato dell’inchiesta del Tribunale Internazionale dell’Onu sull’omicidio dell’ex premier, Rafik Hariri, in Libano Hezbollah con un colpo di mano rovescia il Governo.

Ad annunciarlo è stato ieri sera il Ministro di Stato, Adnan Sayyed Hussein, il quale durante una conferenza stampa ha annunciato le sue dimissioni e quelle di altri 10 ministri di Hezbollah. Con questo gesto il gruppo terrorista sciita intende mettere in difficoltà il Governo del paese a seguito del rifiuto del premier di rinnegare le conclusioni del Tribunale speciale per il Libano, così come chiesto (ordinato) dal leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, nei giorni scorsi quando ormai è apparso certo che la conclusione delle indagini sulla morte di Rafik Hariri portavano tutte a Hezbollah. Hariri invece aveva detto che avrebbe rispettato le decisioni del Tribunale e che quindi avrebbe autorizzato l’arresto dei responsabili.

A rincarare la dose il Ministro dell’energia, Jibran Bassil (sempre di Hezbollah), il quale ha affermato che “questo Governo non sta facendo niente per il Paese” e ha chiesto al Presidente, Michel Suleiman, di formare un nuovo governo.

E’ chiaro che Hezbollah sta giocando l’ultima carta per mettere in difficoltà il governo Hariri e quindi di non consegnare i responsabili dell’attentato che uccise il padre dell’attuale Primo Ministro al Tribunale Internazionale. Infatti, se venisse provato (come probabilmente è stato) che a ordinare l’omicidio di Rafik Hariri sia stato Hezbollah, l’attuale governo non potrebbe far finta di niente e dovrebbe ordinare la consegna dei responsabili al Tribunale Internazionale.

Hezbollah da mesi cerca, senza successo, di addossare la colpa di quell’omicidio a Israele. In questo è spalleggiato dall’Iran e, forse, dalla Siria che però sa cercando di defilarsi. Nelle scorse settimane era trapelata la notizia che Hezbollah era pronto a prendere il controllo del Paese con la forza dato che dispone di un esercito più numeroso e molto meglio armato di quello regolare, questo anche grazie all’ombrello fornitogli da UNIFIL 2, la missione di pace Onu che avrebbe dovuto invece impedirne il riarmo.

Per il momento non si registrano reazioni da parte del Premier libanese che però, prevedibilmente, cercherà di formare un nuovo governo senza Hezbollah, ammesso che il gruppo terrorista armato da Iran e Siria glielo permetta. Un fatto è certo, il Libano appare sempre più come un Paese sull’orlo di una sanguinosa guerra civile.

Secondo Protocollo