La politica è un mestiere e se fatta con passione è pure un mestiere onorevole. Dobbiamo partire da questo assunto per capire quanto fosse sbagliata l’idea del M5S che chiunque passando attraverso un blog e ricevendo pochi click potesse entrare in Parlamento o diventare un amministratore della cosa pubblica.

La batosta subita dal M5S alle elezioni europee è figlia dell’acquisita consapevolezza della gente che l’amministrazione della cosa pubblica non può essere affidata a chi non ha nessuna esperienza politica e addirittura nemmeno lavorativa.

Pensate solo alla incredibile vicenda che vede Luigi di Maio, sicuramente una persona onesta ma senza alcuna competenza, diventare Ministro del Lavoro e addirittura Ministro dello sviluppo economico, cioè due dei ministeri che più di tutti richiedono quella competenza e quella esperienza politica che il M5S ha sempre schifato.

L’idea che per fare politica non serva esperienza ma basti semplicemente essere onesti è stata clamorosamente smentita dai fatti. A parte che l’onestà in politica è un requisito indispensabile in qualsiasi parte del mondo (o almeno lo dovrebbe essere), ma cosa può valere l’essere onesti se poi si è del tutto inadeguati ad amministrare la cosa pubblica?

Roma e Torino, amministrate dal M5S, sono i due casi più eclatanti di come l’idea di questo movimento fondato su teorie assurde secondo le quali chiunque è in grado di fare politica purché sia onesto, sia del tutto campata i aria.

Il blocco pressoché totale di un Governo dove il M5S è ancora la forza di maggioranza dimostra che un conto è essere all’opposizione e criticare tutto, un conto è essere al Governo del paese e governare.

Non c’è una ragione particolare per la debacle del M5S alle europee, non c’è qualcuno in particolare da incolpare, è tutto il concetto su cui è basato il M5S che è sbagliato. Sono bastati 12 mesi di governo perché gli elettori lo capissero.

Prima ancora degli elettori lo aveva capito però Matteo Salvini che ha avuto l’intelligenza politica di allearsi con questi incompetenti intuendo che proprio la loro incapacità di governare la cosa pubblica lo avrebbe reso “ricco” e addirittura fatto passare per una sorta di statista. E’ stato come sparare sulla Croce Rossa.

Che poi gli italiani non abbiano percepito che Salvini e Di Maio hanno governato insieme per 12 mesi e che quindi ambedue sono corresponsabili di ogni scelta di questo governo è un’altra cosa. Mancando purtroppo del tutto una alternativa seria, gli italiani hanno (legittimamente) sperato e pensato che dando più potere a Salvini ne avrebbero tolto agli incompetenti del M5S.

Un fatto è certo: tutti o quasi hanno capito che l’onestà senza competenza porta solo al disastro, che l’idea grillina che “uno vale uno” e che quindi anche la “casalinga di Voghera” potrebbe governare un Paese è una idea del tutto farlocca.