Ormai in Pakistan è allarme per le minoranze non musulmane che rifiutano matrimoni forzati e conversioni imposte.
Secondo un rapporto di Aid to the Church in Need (ACN) a pagare un prezzo particolarmente alto sono le donne di fede cristiana.

L’ultima vittima, Sonia Bibi di soli 24 anni, è stata uccisa perché aveva rifiutato un matrimonio forzato con un musulmano e relativa conversione all’Islam. È stata uccisa a bastonate in una fermata dell’autobus nella città di Rawalpindi, vicino a Islamabad.
Ma la lista di donne cristiane uccise perché rifiutano la conversione o un matrimonio forzato con un musulmano è lunga. L’ultimo caso, quello di Maira Shahbaz, minacciata di morte o di essere sfregiata con l’acido per aver rifiutato la conversione all’Islam, è arrivato sulle scrivanie di diversi governi con la richiesta di aiuto.
In particolare si chiede di fare pressione sul governo pakistano affinché intervenga in maniera decisa e faccia pressione sulla polizia affinché persegua gli atti di violenza verso le donne cristiane invece di abbandonare le indagini dopo pochi giorni (a volte dopo poche ore).
Neville Kyrke-Smith, direttore nazionale di ACN UK, ha chiesto al primo ministro britannico, Boris Johnson, di dare asilo a Maira Shahbaz.
“L’uccisione di Sonia dimostra il pericolo mortale che le ragazze e le giovani donne – specialmente quelle di origine cristiana – affrontano in situazioni in cui sono sotto pressione per sposarsi e abbandonare la loro fede” ha detto Smith a Cristian News.
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