Putin, Erdogan, Raisi. Milioni di affamati nelle mani di tre boia

turchia iran russia
È un triangolo mortale per milioni di persone quello che va in onda oggi a Teheran. Per quelli che nominano la terza guerra mondiale ogni tre per due

Putin, Erdogan e Raisi. Il boia di Mosca, quello di Istanbul e quello di Teheran si incontrano oggi in Iran per decidere, tra le altre cose, se affamare o sfamare milioni di persone con il grano ucraino.

In particolare saranno Putin ed Erdogan a decidere cosa far partire e cosa non far partire dai porti dell’Ucraina assediata.

C’è un tale intreccio di interessi in questo “triangolo iraniano” da far tremare i polsi e il grano ucraino è solo uno di questi interessi.

Erdogan vuole entrare in Siria per massacrare i curdi siriani, quelli che hanno sconfitto l’ISIS, ma per farlo ha bisogno del consenso di Putin.

Il boia di Mosca dal canto suo vuole mettere le mani sul grano ucraino per usare come arma di ricatto e ha bisogno di Erdogan per farlo. State tranquilli che un compromesso lo trovano.

Tra i due c’è l’Iran che vuole uscire disperatamente dalla morsa delle sanzioni internazionali e per farlo ha bisogno della Russia e della Turchia, la prima come alleato di ferro anche alle Nazioni Unite dove è membro permanente del Consiglio di Sicurezza, la seconda per triangolare merci e tecnologia eludendo così le sanzioni.

E poi c’è quella che quelli bravi chiamano l’anti-NATO araba, cioè quella alleanza militare che dovrebbe fare da contraltare alla cosiddetta NATO araba che in parte è già nata e che forse si allargherà ad altri paesi.

In questo contesto c’è la richiesta fatta da Mosca a Teheran per la fornitura di droni offensivi tecnologicamente avanzati da schierare il prima possibile sul fronte ucraino dove, checché ne dicano i putiniani, la Russia è ferma o addirittura arretra.

Personalmente non escluderei nemmeno che Putin richieda a Erdogan una fornitura di droni Bayraktar, quelli che per intenderci sono nella disponibilità degli ucraini e che tanto male hanno fatto ai russi nei primi due mesi di guerra. E sono altrettanto certa che Erdogan metterà i suoi droni sul tavolo delle trattative sulla Siria.

Insomma, Putin ed Erdogan faranno passare il grano ucraino solo se si metteranno d’accordo sulla Siria e sugli armamenti di cui Mosca abbisogna. I curdi verranno massacrati ma forse gli affamati verranno sfamati (a che prezzo).

L’Iran ci guadagnerà comunque. I curdi siriani danno fastidio anche a Teheran – sono alleati degli americani e probabilmente addestrati dagli israeliani come i Peshmerga iracheni – e attraverso la Turchia potrà eludere molte delle sanzioni. Con Mosca invece potranno potenziare l’alleanza militare fornendo a Putin i loro droni avanzati da schierare in Ucraina.

È un triangolo mortale quello che vedremo oggi a Teheran, mortale per il Medio Oriente, mortale per i curdi, mortale per milioni di affamati usati come arma d’offesa nei confronti dell’occidente. E non ne uscirà nulla di buono.

Il viaggio di Putin in Iran è il segno della sua debolezza

Putin che va di persona a elemosinare tecnologia dagli Ayatollah non dimostra di essere forte, tutto il contrario, dimostra di essere disperato

You May Also Like