Il viaggio di Putin in Iran è il segno della sua debolezza

Putin che va di persona a elemosinare tecnologia dagli Ayatollah non dimostra di essere forte, tutto il contrario, dimostra di essere disperato

A leggere i grandi organi di stampa si direbbe che il viaggio di Putin in Iran sia servito per dimostrare all’occidente che la Russia non è così isolata come sembra. Ma è veramente così?

«È interessante che il Presidente Putin si rechi in Iran. Dimostra a tutti noi un po’ della disperazione del regime russo. Non sono in grado di costruire da soli, quindi ora hanno bisogno di andare in un Paese che come la Russia ha un’economia fatiscente e che può costruire ben poche cose da solo».

Ha dirlo è stato il vice segretario al Tesoro statunitense Wally Adeyemo, il quale ha aggiunto: «In definitiva, penso che sia un segno della loro debolezza piuttosto che della loro forza il fatto che uno dei suoi primi viaggi di Putin sia in un Paese del genere».

In molti sul web sono rimasti sorpresi dal fatto che la Russia chiedesse velivoli UAV (i droni) all’Iran. «Come è possibile che una potenza militare come la Russia abbia bisogno dell’Iran per i droni?» si chiedeva un caro amico in una chat.

La risposta è semplice, ce l’abbiamo davanti agli occhi quando guardiamo il cimitero di carri armati russi in Ucraina: la Russia non è affatto una grande potenza militare. La Russia ha le atomiche che fanno paura, può contare su un gran numero di uomini da mandare in battaglia, ma a livello strettamente militare, soprattutto a livello tecnologico, è dieci anni (minimo) indietro rispetto alle potenze occidentali. E quel poco che ha di tecnologicamente avanzato lo ha già usato nei primi giorni di guerra.

L’Iran quindi come fornitore di droni e forse anche di missili balistici alla Russia. Tutti negano, sia i russi che gli iraniani, ma è più che probabile che questo scenario sia reale compreso quello che riguarda i missili balistici visto che Teheran ha un programma molto avanzato per quanto riguarda questo tipo di arma.

Ma il viaggio di Putin in Iran dimostra un’altra debolezza della Russia, quella del venire meno dell’appoggio della Cina perché se Mosca avesse l’appoggio di Pechino non avrebbe certamente bisogno di andare ad elemosinare droni e missili in Iran.

Anche sul discorso di una “anti-NATO araba” andrei cauto. Iran e Russia non hanno gli stessi obiettivi geo-strategici. Economicamente sono pure concorrenti visto che la Russia sta vendendo petrolio a prezzi stracciati a Cina e India, cioè i due maggiori clienti iraniani, danneggiando così l’economia di Teheran.

Insomma, ho l’impressione che con questo viaggio di Putin in Iran la Russia abbia dimostrato tutta la sua debolezza e non, come dicono alcuni, la sua forza dimostrando di non essere isolata. Anzi, ha dimostrato che le sanzioni funzionano e che per questo non riesce ad avere accesso alla tecnologia militare che le permetterebbe di avere un vantaggio strategico sull’Ucraina, tanto da costringere Putin ad andare a Teheran a elemosinare tecnologia dai già sanzionatissimi Ayatollah.

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