Com’era prevedibile l’Iran alza ancora il prezzo per accettare un accordo sul proprio programma nucleare. Dopo che Obama gli ha concesso praticamente di tutto pur di poter sbandierare un accordo che definire suicida è puro eufemismo, ieri è arrivata anche la richiesta di togliere l’embargo sulle armi e sui missili balistici oltre che le limitazioni economiche.
5+1
Nucleare iraniano: accordo suicida quasi fatto. Israele furioso
Sul nucleare iraniano gli Stati Uniti stanno concedendo praticamente di tutto all’Iran. Le parole chiave che sembrano essere di moda tra i membri del gruppo dei 5+1 sono “concessione” e “fare in fretta”.
Israele ha spiato i colloqui sul nucleare iraniano. Obama furioso
Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, Israele avrebbe spiato i colloqui a porte chiuse tra il gruppo dei 5+1 e l’Iran sul controverso programma nucleare iraniano. La cosa avrebbe letteralmente fatto infuriare la Casa Bianca in quanto quelle informazioni, che Israele non avrebbe dovuto conoscere, sono state usate per fare pressione sul Congresso Americano.
Nucleare iraniano: continua la beffa degli Ayatollah
Sul nucleare iraniano continua la beffa degli Ayatollah. I colloqui tra Iran e gruppo dei 5+1 riprenderanno ufficialmente venerdì a margine della Assemblea Generale delle Nazioni Unite ma le distanze sono rimaste immutate tra le richieste delle grandi potenze e le pretese iraniane.
Nucleare iraniano: ecco come l’Iran inganna l’occidente (esclusivo)
Riprendono oggi a Vienna i colloqui tra il gruppo dei 5+1 e l’Iran sul controverso programma nucleare iraniano, colloqui preceduti ieri da un incontro “preparatorio” tra i rappresentanti iraniani e i vertici dell’Agenzia Atomica Internazionale (AIEA).
Khamenei pugnala Obama
Alla vigilia della ripresa dei colloqui sul nucleare iraniano, che riprenderanno domani a Vienna, il Leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, assesta un colpo probabilmente mortale alle ridicole pretese di Obama di trattare con l’Iran.
Nucleare iraniano: a Vienna si discute ma nessun passo avanti
Tornano a riunirsi il gruppo dei 5+1 e l’Iran nel tentativo di raggiungere un accordo sul nucleare iraniano. Lo fanno a partire da oggi a Vienna con una seduta preparatoria di due giorni.
Ashton: vicino accordo con Iran. Kerry conferma. In Iran se la ridono
Un accordo con l’Iran sul suo programma nucleare sarebbe molto vicino. A dirlo alla stampa internazionale è Michael Mann, portavoce di Catherine Ashton. L’ottimismo è arrivato dopo che ieri il gruppo dei 5+1 ha tenuto l’ennesima tornata di colloqui con l’Iran sul suo controverso programma nucleare.
Iran: due mesi per avere la bomba. Smascherate le bugie di Rohani
Il nuovo rapporto del Institute for Science and International Security (ISIS) sul programma nucleare iraniano parla chiaro e non lascia adito a dubbi: in Iran potrebbero essere pronti a costruire la loro prima bomba entro due mesi.
Nucleare iraniano: a Istanbul altro buco nell’acqua
Un altro buco nell’acqua. Sul nucleare iraniano non si è raggiunto alcun accordo preliminare nemmeno durante la riunione a porte chiuse che si è svolta ieri a Istanbul, in Turchia. A riferirlo è un diplomatico occidentale sotto garanzia di anonimato.
Colloqui nucleare iraniano a Mosca: ultima chiamata per Teheran
Sono ripresi ieri a Mosca i colloqui tra l’Iran e il gruppo dei 5+1 sul controverso programma nucleare iraniano. Gli iraniani parlano di “colloqui seri e costruttivi” ma salvo improvvisi e repentini ripensamenti da parte occidentale le distanze sembrano incolmabili.
Riaprire Auschwitz
Si potrebbe consigliare a Catherine Ashton, a Barack Obama e a tutta la ridicola cricca del gruppo dei 5+1 che per evitare che l’Iran si doti di armi nucleari si potrebbe riaprire Auchwitz, deportarvi tutta la popolazione israeliana e finire il lavoro iniziato da Hitler. I vantaggi sarebbero molteplici: si eviterebbe la guerra con l’Iran, ci si libererebbe per sempre di questi rompiballe di israeliani, si farebbe un favore enorme ai palestinesi e a tutti gli arabi, si accontenterebbero finalmente i pacifisti e l’Iran non avrebbe più alcun motivo di dotarsi di armi nucleari (ma anche no).




