Mio fratello è iraniano (i perché di una rivoluzione)

Di Parisa Elahi – Piano, piano il mondo si accorge che in Iran la protesta non è come in molti la pensavano, non è politicizzata, non risponde alle logiche della realpolitik come le intendeva Henry Kissinger, cioè anteporre gli obbiettivi concreti alle questioni di principio. In Iran si è di fronte a una nuova rivoluzione dove l’obbiettivo sono proprio i principi.

Iran: servono altre prove?





Quante prove servono ancora per capire il piano criminale di Ahmadinejad? L’ultima è arrivata ieri dall’Argentina, al momento l’unica che ha avuto la decenza di chiamare il nuovo Ministro della Difesa iraniano, Ahmad Vahidi, con il suo vero nome: terrorista.