Israele è una democrazia attiva e vitale e quando nei giorni scorsi esponenti di una ONG di destra hanno messo all’indice importanti intellettuali della sinistra israeliana del calibro di Amos Oz, David Grossman e Gila Almagor accusandoli di assere dei traditori e addirittura degli “agenti stranieri” è successo il finimondo. Tra chi era d’accordo con la ONG e chi invece non lo era, non c’era bar di Tel Aviv dove non si discuteva del fatto. Stranamente si è parlato più di questo che della orribile storia che ha visto importanti esponenti di alcune ONG israeliane di sinistra agire come veri e propri agenti provocatori al soldo dei palestinesi provocando uccisioni e torture.
sinistra israeliana
Se i palestinesi attaccano il BDS e la sinistra israeliana
La sinistra Israeliana urina sugli arabi (palestinesi n.d.r.) e il BDS non ha alcun interesse né per i palestinesi né per un compromesso di pace. Riassumendo sono questi i punti salienti del durissimo attacco portato alla Knesset dal deputato arabo Jamal Zahalka (lista congiunta) nei confronti della sinistra israeliana e del BDS.
La paradossale campagna anti-Netanyahu della sinistra israeliana
Non conosce sosta la campagna anti-Netanyahu della sinistra israeliana. Questa mattina l’ennesima puntata con un durissimo editoriale a firma Nahum Barnea apparso su Ynet, ormai diventato il sito di riferimento dei critici del Premier israeliano.
Israele: proteste sociali organizzate e pagate dall’estero
Secondo il giornalista israeliano, Yoav Yitzchak,le recenti proteste sociali che hanno visto coinvolti diversi immigrati sudanesi e che sono sfociate con azioni violente contro alcune banche in Tel Aviv, sarebbero state organizzate e finanziate da alcuni gruppi di estrema sinistra israeliani e da “entità estere che hanno interesse a destabilizzare Israele”.
Manifestazione pro Palestina a Tel Aviv. Questa è la democrazia israeliana
Si è svolta ieri a Tel Aviv una manifestazione pro Palestina organizzata da alcune Ong e partiti della sinistra israeliana. I manifestanti, circa 5000, chiedevano al Governo israeliano di accettare la proposta del Presidente Americano di ritirarsi entro i confini del 1967 e di riconoscere lo Stato palestinese.