I terzomondisti hanno ragione: il terrorismo islamico è una nostra colpa

I terzomondisti hanno ragioni da vendere nel dire che il terrorismo islamico è una nostra colpa, che se oggi l’Islam ha trasformato mezzo mondo in un mattatoio a cielo aperto la colpa è la nostra. Solo che non per le ragioni che loro vanno vagheggiando.

La nostra colpa principale è quella di averli accolti a braccia aperte senza pretendere da loro il rispetto delle nostre leggi. Come si può pretendere di integrare delle persone che vivono con leggi medioevali e che non rispettano le nostre? Come si può pretendere di integrare persone che basano la loro vita sulla Sharia? Come possiamo integrare persone che ci considerano dei cani infedeli e che ci odiano profondamente?

Certo, adesso il terzomondista di turno vi verrà a raccontare la favoletta che NOI li abbiamo chiusi nelle banlieue (uso questo termine perché fa figo, ma sarebbero dei ghetti), che è stata la nostra politica neo-coloniale a far crescere la loro rabbia nei nostri confronti. Vi diranno che noi non abbiamo capito, che non abbiamo colto la rabbia che montava all’interno del mondo islamico. Qualche giornalista vi racconterà che è tutta colpa delle politiche israeliane perché anche mettere ovunque la politica israeliana/sionista fa tanto figo. Ma poi nessuno di loro vi saprà spiegare perché fino ad oggi i terroristi che hanno colpito l’Europa erano tutti ragazzi nati e cresciuti in Europa, che andavano a ragazze e a ubriacarsi, che non erano affatto rinchiusi in qualche ghetto o disadattati, nessuno di loro vi saprà spiegare cosa c’entri la politica neo-coloniale visto che proprio il neocolonialismo è finito a metà del secolo scorso e che negli ultimi 70 anni a dominare il mondo è la finanza sono stati i petrodollari e non le potenze occidentali, tanto meno quelle europee. Cosa c’entra poi la politica israeliana è davvero un mistero.

E allora, che cosa non abbiamo capito dell’islam? Ecco, questa è la domande che ci dobbiamo porre per capire il motivo per cui oggi mezzo mondo è in fiamme a causa dell’Islam. Perché un giovane parigino si fa esplodere in un bar o in un locale? Perché molti giovani europei sono andati a combattere con lo Stato Islamico? La risposta è drammaticamente semplice: perché noi li abbiamo accettati così come sono, abbiamo accettato che i loro predicatori di odio li portassero a odiare l’occidente invece di viverlo, gli abbiamo permesso di usare la nostra democrazia come un’arma contro di noi, una democrazia che loro odiano profondamente ma che è anche il nostro maggior punto debole. Gli abbiamo permesso di andare contro le nostre leggi, contro i nostri trattati sui Diritti Umani, accettando che diffondessero la Sharia invece di rinnegarla. Hanno ragione i terzomondisti a dire che la colpa è tutta la nostra.

E allora forse sarebbe il caso che noi tutti facessimo un bell’esame di coscienza, che cominciassimo a mettere i paletti per una vera integrazione invece di continuare a stare in silenzio e a sopportare arrivando addirittura a giustificarli. Cominciamo quindi con il ristabilire l’ovvio, cioè che le nostre inalienabili leggi confliggono con la Sharia. Insomma, la Sharia non è compatibile con le nostre leggi e quindi va vietata così come tutte le ideologie totalitarie. Sono decenni che permettiamo la diffusione della legge islamica senza fiatare pur essendo perfettamente consapevoli che non solo non ha nulla a che vedere con le nostri leggi e la nostra cultura, ma che punta a distruggerle. Questa è la nostra colpa più grave.

Non si tratta di vietare una religione, come qualcuno vorrebbe fare, si tratta semplicemente di pretendere l’applicazione delle leggi. Ognuno è libero di credere a quello che vuole, ma rispettando la legge, la parità di Diritti e tutto quello che comporta la Dichiarazione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Ormai abbiamo perso diverse generazioni di musulmani (almeno un paio) di quelle nate in Europa, semplicemente perché gli abbiamo permesso di crescere nell’odio e nel disprezzo delle nostre regole. Possiamo continuare ad allevare la serpe in seno, oppure possiamo cominciare la fare la cosa più semplice: pretendere il rispetto della legge e vietare la legge islamica.

Un commento su “I terzomondisti hanno ragione: il terrorismo islamico è una nostra colpa”

  1. Concordo in tutto, se non per due cose. La prima è che non trovo giusto evocare il Medioevo a proposito di questi trogloditi (lo so abbiamo sempre bisogno di metafore, e forse è ingiusto parlare anche di trogloditi!): il nostro Medioevo ha visto cose straordinarie, basti pensare alla poesia provenzale, ai romanzi cortesi, alla magnifica triade Dante Boccaccio e Petrarca, allo corte di Federico di Svevia e a non so quant’altro
    La seconda è che, secondo me, non si tratta “solo” di Sharia. Va detto chiaramente che il problema è l’Islam e in particolare il libro, il Corano, che è stato sottratto alla libera interpretazione, alla discussione e all’esercizio della ragione che non conta nulla in questa religione, che addirittura disconosce l’esistenza di leggi che governano il creato, quindi la possibilità stessa di un sapere autonomo e ovviamente della scienza. Certo già escludere dal mondo occidentale la Sharia sarebbe un sogno, ma questo secondo me significherebbe escludere l’Islam nella sua interezza. Personalmente non ne sarei dispiaciuta, sia chiaro. È come quando si dice: “che facciano ciò che vogliono a casa loro, senza pretendere di imporre ad altri il loro stile di vita”. Si dimentica però che l’Islam è per natura espansionista. Ora è vero che le religioni possono evolvere, ma le riforme devono nascere dal loro interno: qualcuno che non sia un sognatore utopico può affermare di intravedere qualcosa del genere?

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