Zelensky alle comunità ebraiche USA: «Putin come Hitler. Dateci armi»

«Se non volete attuare una no-fly zone sull’Ucraina almeno dateci le armi che ci difendiamo da soli»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha paragonato il suo paese assediato dai russi agli abitanti ebrei del ghetto di Varsavia.

Lo ha fatto durante una emozionante chiamata via Zoom con la Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane nella quale ha più volte paragonato le azioni di Putin a quelle di Hitler.

Zelensky ha paragonato la retorica di Putin contro il popolo ucraino a quella impiegata dal capo della propaganda nazista Joseph Goebbels.

«Questo è puro nazismo», ha detto Zelensky ricordando i bombardamenti che hanno ucciso centinaia di civili, secondo dati non verificati.

«Putin sta solo distruggendo i cittadini ucraini di diverse nazionalità. Questo è un puro comportamento nazista. Non posso nemmeno qualificarlo in alcun modo diverso» ha poi aggiunto.

Il Presidente ucraino ha esortato i leader ebrei, che rappresentano 50 gruppi ebraici americani, a fare pressione sui politici americani e sul Presidente Joe Biden affinché si convincano a consegnare armi agli ucraini.

«Secondo la logica di Putin noi dovremmo inginocchiarci, consegnare le nostre armi, alzare le mani, issare la bandiera russa e dire che non vogliamo niente» ha detto Zelensky. «Senti, tutto questo è già successo. In Europa. Tutto questo è accaduto durante il nazismo, quando l’esercito tedesco ha attraversato l’Europa e tutti hanno dato via il popolo ebraico» ha infine aggiunto.

La chiamata via Zoom con le comunità ebraiche americane non è stata resa nota integralmente ma secondo alcune fonti che hanno potuto ascoltarla per intero, il Presidente ucraino avrebbe insistito ancora affinché la NATO istituisse una no-fly zone sull’Ucraina, ma consapevole dei rischi di una guerra mondiale, avrebbe chiesto armi «affinché l’America permettesse agli ucraini di difendersi da soli».

L’ambasciatore di Kiev a Washington, Oksana Markarova, ha ricordato ai presidenti delle comunità ebraiche americane che il compianto ex Primo Ministro israeliano, Golda Meir, era nata a Kiev e che non avrebbe ceduto di un millimetro in questa battaglia.

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