Confine Libano – Israele: violenti sconti a fuoco. Tensione alle stelle
Togliamo subito ogni dubbio a chi legge. Quanto successo questa mattina al confine tra Israele e Libano non è frutto di un episodio isolato provocato da qualche folle, ma è il frutto di una azione pianificata volta ad aprire un fronte nord nel conflitto medio-orientale.

Da molti mesi la situazione è molto tesa lungo il confine tra Libano e Israele soprattutto perché in barba alla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, il gruppo terrorista di Hezbollah si è fortemente riarmato con la complicità passiva di UNIFIL alla quale era delegato il compito di impedire che ciò avvenisse. Nelle ultime settimane con l’escalation della tensione tra Iran e Israele, i terroristi di Hezbollah avevano riposizionato uomini e rampe lanciamissili al di sotto della linea del fiume Litani in aperta violazione della risoluzione 1701. Non solo, i miliziani di Hezbollah avevano cacciato con la forza i militari UNIFIL da alcuni villaggi di confine proprio per nascondere il loro riposizionamento.
E’ chiaro che Hezbollah sta solo cercando un pretesto per attaccare Israele, solo che vuole che la colpa ricada su Gerusalemme, così si inventa queste provocazioni. Secondo fonti di intelligence israeliane i terroristi sciiti starebbero pianificando anche il sequestro di alcuni militari e/o civili israeliani proprio allo scopo di scatenare la reazione israeliana. Il comandante dell’area nord dell’IDF ha dichiarato lo stato di massima allerta e a invitato i civili dei villaggi lungo il confine con il Libano a rimanere nei rifugi. Ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.
