Ius Soli: ecco come sarà la proposta della Kyenge. Un trabocchetto

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Sullo Ius Soli c’è polemica, inutile negarlo. C’è chi lo vorrebbe puro, chi lo vuole regolamentato e chi non lo vuole per niente. Tra tutti il Ministro Cecile Kyenge che per accontentare tutti o quasi (non certo chi non la vuole) trova una via di mezzo semplicemente impresentabile.

A spiegarcela è Paolo Hutter su Il Fatto Quotidiano il quale parla di “Ius Soli temperato” una vera e propria formula che nasconde in effetti uno Ius Soli molto prossimo all’essere puro e assoluto. Una vera e propria presa in giro agli italiani, un trabocchetto.

Ma come sarà, secondo Hutter, la proposta di legge che presenterà il Ministro Cecile Kyenge? Lo Ius Soli verrà applicato a tutti quei bambini che hanno almeno un genitore residente regolarmente in Italia da almeno un anno. Un anno capite? Praticamente il 90% degli immigrati in Italia, gente che non parla nemmeno l’italiano, che non sa cosa sia l’integrazione (se mai ci sarà), che è appena arrivata e che probabilmente non ha né un lavoro né un posto stabile dove stare, gente che non ha i mezzi di sostentamento e che quindi peserà sul bilancio pubblico.

E non è finita. La proposta di uno “Ius Soli temperato” prevede anche che si introduca la norma secondo la quale “è cittadino italiano chi nasce da genitore nato – a sua volta – in Italia (a prescindere dalla nazionalità del genitore). Si prevede poi che diventi cittadino italiano – su istanza del genitore – “il minore che abbia frequentato un corso di istruzione primaria o secondaria o un percorso di istruzione o formazione professionale nel nostro paese” e questo a prescindere dal fatto che il minore sia nato o meno in Italia.

Insomma, si concede lo Ius Soli non solo al 99% dei nati in Italia (il tempo di un anno è davvero ridicolo) ma anche a coloro che hanno genitori nati in Italia e se ciò non bastasse, anche a quei minori che hanno frequentato almeno la scuola primaria che in pratica funge da norma retroattiva. Insomma, si cerca di includere tutti, ma proprio tutti. Alla faccia dello “Ius Soli temperato”.

Non ci sono vincoli di nessun tipo come per esempio la certezza che i genitori del minore possano provvedere al minore stesso, una permanenza regolare in Italia dei genitori che certifichi almeno un certo grado di integrazione. Non c’è nessun vincolo né un impegno sull’obbligo da parte dei genitori di crescere i propri figli nel rispetto delle leggi italiane e della Costituzione (richiesta questa che andrebbe fatta anche ai semplici immigrati), un obbligo che è implicito per i cittadini italiani che hanno l’obbligo di crescere i propri figli come “buoni padri di famiglia”. Ma soprattutto la proposta della Kyenge non ci dice (ancora) cosa intende fare con i genitori del minore perché si potrebbe creare l’assurda circostanza che il genitore straniero venga espulso dal paese per varie ragioni mentre il figlio, cittadino italiano, non potrebbe essere espulso. Chi si farà carico del minore o della sua separazione dai genitori? Ho quindi l’impressione che il fine ultimo sia quello di concedere la cittadinanza italiana anche ai genitori portando così il limite per ottenere la cittadinanza dagli attuali 10 anni di residenza regolare ad un solo anno.

Insomma, non vorrei che ci si trovi di fronte a un vero trabocchetto che usa lo Ius Soli come grimaldello per aprire le frontiere a tutti gli immigrati. Ribadisco quindi quanto detto un paio di settimane fa: una legge per lo Ius Soli deve essere sottoposta a referendum popolare (stranamente per una volta sono d’accordo con Grillo, o lui è d’accordo con me, non fa differenza). Non si può, con tutto il rispetto per il Ministro, affidare una cosa così importante solo alla Kyenge.

4 commenti su “Ius Soli: ecco come sarà la proposta della Kyenge. Un trabocchetto”

  1. ma questa è matta o ci fa?

    «lavoreremo su una nuova legge sull’immigrazione abrogando il reato di clandestinità e la Bossi-Fini, dotando l’Italia di una legge organica sul diritto di asilo e, una delle proposte che intendo portare avanti sarà la garanzia di accesso per i migranti ai posti nella pubblica amministrazione, su esempio di ciò che furono in le americane “affermative action”, »

    Ma dove crede di essere?

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