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Raccontatelo a Papa Francesco

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Abbiamo tutti negli occhi il regalo fatto da Papa Francesco ai palestinesi quando ha fatto fermare la macchina e si è soffermato in preghiera di fronte al muro di difesa israeliano. Quel gesto è stato subito strumentalizzato dai filo palestinesi come fosse una esplicita condanna di quel muro.

Oggi è accaduto un fatto dove il muro di difesa non c’è ma ci sono solo i checkpoint gestiti dai militari. Un uomo palestinese ha cercato di introdursi in Israele imbottito di esplosivo. Lo ha potuto fare (o meglio, ha cercato di farlo) perché in quel luogo il muro difensivo non c’è. Il Padre Eterno ha voluto che i militari di guardia al checkpoint fiutassero qualcosa e lo fermassero. Una strage sventata.

Ora, magari questa notiziola è sfuggita a Papa Francesco, di sicuro non è sfuggita a tutti i pacivendoli critici del muro di difesa. Quindi sarebbe il caso che qualcuno prendesse il coraggio a due mani e andasse da Papa Francesco a raccontargli questa storia e a spiegargli il perché di quel muro di difesa che qualcuno si ostina a chiamare “muro di separazione”. Così, solo per curiosità, cosa sarebbe successo se quel palestinese fosse riuscito a entrare in Israele? Quanti morti staremmo a piangere adesso? I gesti di uno come Papa Francesco hanno un significato profondo e quello di fermarsi proprio davanti a quel muro è stato davvero imperdonabile. Raccontatelo a Papa Francesco.