Un documento sconvolgente per il suo contenuto, un video che mostra le torture del regime siriano su giovanissimi contestatori e, infine, il marchio di fabbrica iraniano sulla repressione.

Grazie agli attivisti siriani è venuto alla luce uno sconvolgente documento segreto redatto dal Governo siriano con chiare istruzioni alla polizia segreta su come reprimere brutalmente le manifestazioni antigovernative in corso in Siria.

A pubblicarlo su Facebook sulla propria pagina è stato il gruppo “The Syrian Revolution 2011” che ne ha diffuso anche una versione in inglese. Va chiarito, prima di continuare, che il documento non è stato verificato in maniera indipendente e che quindi è soggetto ad essere strumentalizzato. Tuttavia va detto che le indicazioni contenute in quel documento si riflettono sinistramente nei fatti che stanno accadendo in Siria e che questo fatto ne confermerebbe la veridicità.

Dal documento emerge prima di tutto la volontà da parte del regime siriano di reprimere con la forza le richieste di democrazia della popolazione. Poi si leggono indicazioni alla polizia segreta che fanno rabbrividire. Due per tutte, il fatto di non superare le 20 vittime alla volta per non scatenare reazioni internazionali e, gravissimo, quella che ordina alla polizia segreta di infiltrarsi tra i manifestanti e poi di sparare sugli ufficiali dell’esercito al fine di scatenare la reazione dei militari e della polizia oltre che a   disunire gli stessi manifestanti. In sostanza il documento prevede di “dosare accuratamente la violenza” per non scatenare la solidarietà internazionale e stabilisce quali siano i target prioritari della polizia segreta.

Ma non finisce qui. Dal documento emerge anche che il regime ha ordinato alla polizia segreta di infiltrare anche i forum di discussione dell’opposizione allo scopo di diffondere il concetto che dietro alle manifestazioni ci siano governi stranieri e, soprattutto, il “governo sionista di Israele”.

Questa tattica, secondo gli oppositori siriani, è stata consigliata al regime di Damasco dagli alleati iraniani e si aggiunge a quella di oscurare le comunicazioni via web e via telefonia cellulare e fissa. A questo scopo, sempre secondo l’opposizione e anche secondo diverse fonti di intelligence, l’Iran avrebbe fornito al regime siriano il famigerato sistema “Deep Packet Inspection messo a punto proprio per Teheran da “Nokia Siemens Network” che tante vite è costato in Iran tra il Movimento Verde.

Intanto iniziano ad uscire i video delle torture subite dai giovani siriani durante la detenzione nella carceri del regime. Anche in questo caso la similitudine con le vicende iraniane è evidente quanto drammatica. Il video che segue è stato diffuso dalla nostra organizzazione e mostra, senza ombra di dubbio, che ad essere torturati sono anche i ragazzini poco più che adolescenti. Insomma, nella repressione siriana si nota sempre più il marchio di fabbrica iraniano.

Sharon Levi

[vimeo]http://www.vimeo.com/22335831[/vimeo]

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