Sono passati due giorni dal riconoscimento della Palestina come “stato osservatore” alle Nazioni Unite e non si ferma l’onda d’urto di questa assurda e pericolosa decisione, né per quanto riguarda il comprensibile entusiasmo da parte dei filo arabi, né per quanto riguarda l’altrettanto comprensibile sgomento israeliano.

I primi a farne le spese sono stati gli accordi di Oslo che hanno visto la loro morte ufficiale con la decisione, più che comprensibile, da parte del Governo israeliano di autorizzare la costruzione di ulteriori 3.000 unità abitative a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Con la fine degli accordi di Oslo si complica anche il percorso delle trattative di pace tra Israele e Autorità Nazionale Palestinese. Non che prima tali colloqui procedessero, ma adesso sono praticamente affossati definitivamente.

Ma se qualcuno (o qualcosa) ci perde, c’è qualcuno che ne trae un immenso vantaggio. E’ l’Iran che dopo aver organizzato l’ultima guerra tra Israele e Hamas allo scopo, più che evidente, di deviare l’attenzione internazionale lontano dal suo programma nucleare, ora gode anche di questo ulteriore bonus gentilmente concesso dall’ONU e da buona parte della comunità internazionale (miserabile la figura fatta dall’Italia).

E così, mentre Teheran si appresta a costruire un ordigno nucleare al plutonio, mentre i suoi tecnici sono impegnati in Corea del Nord nello sviluppo di missili balistici a lunghissima gittata, il mondo è attento solo agli inutili fatti palestinesi. Una vera e propria manna per gli Ayatollah.

I mondo sta perdendo di vista il vero e reale pericolo che sta correndo lasciando all’Iran questo incalcolabile vantaggio. Nemmeno nei loro più reconditi desideri gli Ayatollah si sarebbero immaginati di avere così tanta fortuna come stanno avendo in questi giorni con l’attenzione del mondo incentrata sulla Palestina e sulle decisioni israeliane. Stanno accelerando vorticosamente il loro programma nucleare mentre tutti guardano a Ramallah invece di guardare a Teheran.

E’ arrivato il momento di lasciar perdere le liti da cortile tra Israeliani e arabi e di tornare a porre l’attenzione su quelli che sono i veri pericoli alla pace. L’Iran sta sfruttando al massimo questo momento e ormai è a un millimetro dalla fatidica “linea rossa”. Si torni subito a porre l’attenzione sul programma nucleare iraniano prima che sia troppo tardi.