Se c’è una colpa che si può dare a Israele è quella di essere una democrazia compiuta e perfettamente funzionante che dalla sua nascita è costretta a combattere per la propria sopravvivenza senza per questo rinunciare ad essere un Paese democratico.
Se c’è una colpa che si può dare a Israele è quella di essere una democrazia compiuta e perfettamente funzionante che dalla sua nascita è costretta a combattere per la propria sopravvivenza senza per questo rinunciare ad essere un Paese democratico.
E no, anche Erdogan no, non potete togliere il potere all’ultimo vero Saladino rimasto al potere in Medio Oriente. Ben Ali prima, Gheddafi poi, ancora dopo avete fatto fuori Mubarak e ci avete provato con Assad. Se fate fuori tutti i dittatori gli arabi non si sanno governare, lo abbiamo visto no?
La proposta di legge avanzata da Netanyahu per fermare il terrorismo di matrice palestinese seppur imperfetta e non certo al 100% democratica è stata una idea geniale. Di fatto ha messo gli arabo-israeliani di fronte a una scelta: continuare a vivere in una democrazia imperfetta, ma pur sempre una democrazia, oppure scegliere di passare dall’altra parte, cioè dalla parte della teocrazia di Hamas o della dittatura strisciante di Fatah.
La più grande operazione di spionaggio della storia smascherata dal The Guardian e dal Washingon Post e che ha messo in seria difficoltà il Presidente Obama, si sta trasformando in un ricatto psicologico nei confronti del popolo americano e indirettamente di tutto il mondo.
Mentre continuano e, anzi, si allargano le proteste in Turchia con anche un cospicuo contributo di sangue da parte dei manifestanti, Erdogan non pensa minimamente di mettere in discussione il suo modello di democrazia che è quello del: se vinco le elezioni governo come mi pare e decido come mi pare.
Adesso lo sappiamo con certezza: Christopher Stevens è stato letteralmente linciato dalle bestie di Ansar al-Sharia, le stesse bestie che qualche giorno fa hanno diffuso un comunicato dove affermavano che “l’Islam e la democrazia sono incompatibili”.
E’ sfociata in un orrendo massacro la protesta del venerdì santo in Siria. Oltre 70 morti (ma si parla di 90), decine e decine di feriti, oppositori e blogger arrestati, internet inaccessibile per molte ore, telefonia mobile e fissa a singhiozzo. Un quadro che ricorda drammaticamente i fatti accaduti in Iran durante le manifestazioni post-elettorali.
E’ paradossale come in tanti, sopratutto intellettuali (sic) di sinistra, si affannino a giustificare il regime iraniano e il suo programma nucleare con il fatto che Israele disponga di un fantomatico arsenale atomico che però nessuno ha mai visto, che non è stato mai testato e che non dispone di tutte quelle attrezzature necessarie ad essere implementato.