E’ paradossale come in tanti, sopratutto intellettuali (sic) di sinistra, si affannino a giustificare il regime iraniano e il suo programma nucleare con il fatto che Israele disponga di un fantomatico arsenale atomico che però nessuno ha mai visto, che non è stato mai testato e che non dispone di tutte quelle attrezzature necessarie ad essere implementato.

La realtà dei fatti è un tantino diversa. Quello che è sempre più evidente è che qualsiasi complottista del mondo che si alzi alla mattina con la luna leggermente storta, si inventa una storiella su Israele e il gioco è fatto, la notorietà è assicurata. E più la storia è inverosimile più viene presa per certa. Soldati israeliani che trafficano gli organi dei palestinesi, armi tecnologicamente avanzatissime (roba da Star Trek) testate in Libano, il Mossad che se ne va in giro allegramente per alberghi di lusso ad uccidere estremisti di Hamas (scomodi soprattutto ad Hamas). Chi più ne ha, più ne metta. Un certo Goldstone addirittura si è inventato un rapporto destinato all’Onu senza nemmeno essere mai andato a Gaza, semplicemente (per sua stessa ammissione) telefonando qua e la a qualche conoscente di Hamas.
Sembra quasi che la politica internazionale ultimamente si faccia con le cavolate su Israele invece che con le cose serie. La Gran Bretagna espelle un diplomatico israeliano perché suppone che il Mossad abbia usato passaporti inglesi per uccidere un terrorista di Hamas a Dubai? Tutto regolare, anche se non vi è alcuna prova a riguardo. Altri paesi convocano gli ambasciatori israeliani per elevare proteste per lo stesso fatto pur non avendo alcun riscontro? Nessun problema, per questo tipo di politica internazionale è più che sufficiente una diceria, una illazione che non è nemmeno un sospetto.
E allora proviamo a fare politica internazionale seria, cioè basata su fatti certi. E’ un fatto certo che l’Iran stia implementando un programma nucleare completamente al di fuori del controllo internazionale e dell’Agenzia Atomica (AIEA). E’ un fatto certo che Iran e Siria si siano alleati ufficialmente con due gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah allo scopo di attaccare Israele se non si dovesse piegare ai loro voleri. E’ un fatto certo che il dittatore iraniano, Mahmud Ahmadinejad, abbia più volte dichiarato di volere la cancellazione dello Stato di Israele, compreso tutto il suo popolo. Ora, proviamo ad immaginare se il leader israeliano, Benjamin Netanyahu, avesse affermato pubblicamente di volere la cancellazione dell’Iran con tutto il suo popolo, cosa sarebbe successo? Il finimondo, sarebbe successo il finimondo. Invece Ahmadinejad può dire e fare impunemente ciò che vuole, anzi, è diventato un idolo per la larga schiera di antisemiti che si augurano lo sterminio del popolo ebraico.

Il problema è che questo movimento islamico-estremista trova un insperato appoggio nel movimento antisemita occidentale e in un buonismo europeo tutto da decifrare e che tende a porgere l’altra guancia piuttosto che a ribellarsi. Molti di coloro che in Europa criticano Israele non lo fanno per convinto antisemitismo ma solo perché credono che questo “favorisca l’integrazione” del mondo islamico, confondendo “integrazione” con “assimilazione” e dimenticando che gli islamici più estremisti non intendono integrarsi ma vogliono assimilare l’occidente. Non è la stessa cosa.
Ecco perché sembra che tutto il mondo ce l’abbia con Israele, perché lo Stato ebraico non si è fatto assimilare distinguendo bene i termini “integrazione” e “assimilazione”, cosa che a quanto pare non avviene in Europa. E allora proprio Israele diventa l’ultimo baluardo della democrazia contro l’estremismo islamico e contro l’assimilazione ed è per questo che lo Stato ebraico viene continuamente attaccato e diffamato. E’ per questo che i suoi nemici difendono gente come Ahmadinejad, un nemico della democrazia e un feroce dittatore che non ha esitato a massacrare il suo popolo proprio perché chiedeva democrazia.
Sharon Levi