Angola, il paradiso dei finanzieri di Hezbollah [report]

Chi poteva mai pensare che in Angola si potessero rifugiare i terroristi ricercati di Hezbollah e che il Paese africano diventasse il centro più importante per i finanzieri del terrorismo islamico da dove, attraverso ditte di comodo, accumulano miliardi di dollari con traffici illegali di ogni tipo che vanno dal traffico internazionale di droga a quello dei diamanti insanguinati.

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Diamanti insanguinati: molti dubbi sul Processo di Kimberley

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Alla fine di Novembre si è svolto in Sudafrica un meeting degli 81 Paesi che hanno aderito al Kimberley Process Certification Scheme (KPCS), il cosiddetto Processo di Kimberley (o Protocollo di Kimberley) nato con l’intenzione di limitare e addirittura annullare il commercio dei cosiddetti diamanti insanguinati, cioè quelle pietre preziose che provengono da aree di conflitto e che vengono usate da Stati e gruppi ribelli per finanziare i conflitti.

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RD Congo: rapporto sui diamanti insanguinati

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In contemporanea con la pubblicazione del rapporto sul Coltan insanguinato pubblichiamo anche la seconda parte del medesimo rapporto riguardante però i diamanti insanguinati provenienti sempre dalla Repubblica Democratica del Congo. L’obiettivo è lo stesso, sensibilizzare l’opinione pubblica sui “minerali da conflitto” che tante vite costano a causa delle guerre che scatenano per il controllo delle miniere.

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Campagna contro lo sfruttamento delle risorse in Congo

Quando abbiamo aderito alla “Campagna contro lo sfruttamento delle risorse nelle Repubblica Democratica del Congo” non lo abbiamo fatto perché “di solito a queste campagne si aderisce”. Lo abbiamo fatto perché per la prima volta un gruppo di associazioni si è messo insieme per portare avanti un progetto serio di sensibilizzazione in merito a quanto sta accadendo in RD Congo.

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Unione Europea e Secondo Protocollo insieme contro i diamanti insanguinati dallo Zimbabwe

Antefatto – Il 17 settembre 2010 Secondo Protocollo segnalava all’Unione Europea una serie di aste segrete di diamanti effettuate in Zimbabwe. Il rischio segnalato dalla nostra organizzazione era quello che venissero aggirate le sanzioni contro lo Zimbabwe e che venisse violato il Protocollo di Kimberley sui diamanti insanguinati. Il tutto era partito da una denuncia, sempre fatta da Secondo Protocollo, sull’arresto avvenuto nel giugno 2010 di Farai Maguwu, un attivista che aveva denunciato gravi violazioni dei Diritti Umani nella miniera di Chiadzwa le quali violavano gli accordi tra Zimbabwe e Unione Europea sul mercato di diamanti.

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