Chi poteva mai pensare che in Angola si potessero rifugiare i terroristi ricercati di Hezbollah e che il Paese africano diventasse il centro più importante per i finanzieri del terrorismo islamico da dove, attraverso ditte di comodo, accumulano miliardi di dollari con traffici illegali di ogni tipo che vanno dal traffico internazionale di droga a quello dei diamanti insanguinati.
diamanti insanguinati
Diamanti insanguinati: molti dubbi sul Processo di Kimberley
Alla fine di Novembre si è svolto in Sudafrica un meeting degli 81 Paesi che hanno aderito al Kimberley Process Certification Scheme (KPCS), il cosiddetto Processo di Kimberley (o Protocollo di Kimberley) nato con l’intenzione di limitare e addirittura annullare il commercio dei cosiddetti diamanti insanguinati, cioè quelle pietre preziose che provengono da aree di conflitto e che vengono usate da Stati e gruppi ribelli per finanziare i conflitti.
RD Congo: rapporto sui diamanti insanguinati
In contemporanea con la pubblicazione del rapporto sul Coltan insanguinato pubblichiamo anche la seconda parte del medesimo rapporto riguardante però i diamanti insanguinati provenienti sempre dalla Repubblica Democratica del Congo. L’obiettivo è lo stesso, sensibilizzare l’opinione pubblica sui “minerali da conflitto” che tante vite costano a causa delle guerre che scatenano per il controllo delle miniere.
L’ex dittatore liberiano Taylor condannato a 50 anni di reclusione. Vittoria del Diritto
I giudici del Tribunale Penale Internazionale (TPI) chiamati ad esprimersi sulle atrocità commesse dall’ex presidente liberiano Charles Taylor, si sono espressi questa mattina e lo hanno condannato a 50 anni di reclusione.
Diamanti insanguinati: la società civile boicotta l’International Diamond Meeting
I membri delle associazioni umanitarie e di quelle delegate a controllare l’applicazione del Protocollo di Kimberly hanno deciso di boicottare l’International Diamond Meeting in quanto il sistema di controllo sulla vendita dei diamanti risulta aggirato da ogni dove in particolare dallo Zimbabwe.
Rapporto RD Congo – parte seconda: il mercato illegale di diamanti insanguinati
Dopo la pubblicazione della prima parte del rapporto incentrato sul coltan, pubblichiamo oggi la seconda parte del rapporto riguardante la Repubblica Democratica del Congo, seconda parte che riguarda il mercato illegale di diamanti e le sue conseguenze nonché i retroscena di questo squallido mercato.
Campagna contro lo sfruttamento delle risorse in Congo
Quando abbiamo aderito alla “Campagna contro lo sfruttamento delle risorse nelle Repubblica Democratica del Congo” non lo abbiamo fatto perché “di solito a queste campagne si aderisce”. Lo abbiamo fatto perché per la prima volta un gruppo di associazioni si è messo insieme per portare avanti un progetto serio di sensibilizzazione in merito a quanto sta accadendo in RD Congo.
Unione Europea e Secondo Protocollo insieme contro i diamanti insanguinati dallo Zimbabwe
Antefatto – Il 17 settembre 2010 Secondo Protocollo segnalava all’Unione Europea una serie di aste segrete di diamanti effettuate in Zimbabwe. Il rischio segnalato dalla nostra organizzazione era quello che venissero aggirate le sanzioni contro lo Zimbabwe e che venisse violato il Protocollo di Kimberley sui diamanti insanguinati. Il tutto era partito da una denuncia, sempre fatta da Secondo Protocollo, sull’arresto avvenuto nel giugno 2010 di Farai Maguwu, un attivista che aveva denunciato gravi violazioni dei Diritti Umani nella miniera di Chiadzwa le quali violavano gli accordi tra Zimbabwe e Unione Europea sul mercato di diamanti.
Zimbabwe: asta di diamanti sospetta. Si vigili sul rispetto delle sanzioni
E’ avvenuta nei giorni scorsi in Zimbabwe un’asta di diamanti segreta alla quale hanno partecipato i maggiori commercianti di diamanti del mondo. La sensazione è che si vogliano eludere le sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea al Governo guidato da Robert Mugabe.
Congo: funzionari Onu coinvolti nel mercato illegale di oro, diamanti e coltan
E’ l’ennesimo scandalo che coinvolge l’Onu, l’ultimo di una serie infinita che nella Repubblica Democratica del Congo ha trovato terreno fertile per uomini senza scrupoli che nascondendosi dietro alla facciata delle Nazioni Unite fanno affari illeciti di ogni tipo. Questa volta però è l’Onu stesso a denunciare il marcio insito al suo interno.

