E’ avvenuta nei giorni scorsi in Zimbabwe un’asta di diamanti segreta alla quale hanno partecipato i maggiori commercianti di diamanti del mondo. La sensazione è che si vogliano eludere le sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea al Governo guidato da Robert Mugabe.

La dinamica con cui si è tenuta la vendita, quella cioè dell’asta segreta, fa infatti pensare che il Governo dello Zimbabwe stia cercando di vendere diamanti al di fuori del controllo internazionale, questo non solo in violazione delle sanzioni internazionali ma anche in aperta violazione del Protocollo di Kimberley.

Secondo quanto si apprende da fonti del Rapaport Diamond Trading Network ( RapNet ) i  funzionar statali delegati alla vendita di diamanti avrebbero deciso di indire diverse aste segrete per “tutelare la privacy dei compratori”. Quello che si teme è che dietro a questa scusa vi sia in effetti il tentativo di eludere i controlli internazionali volti a impedire che i frutti della vendita di diamanti finiscano nelle tasche di Mugabe e della sua cricca di corrotti.

I diamanti dello Zimbabwe, denominati Marange o Chiadzwa (dal nome della regione di estrazione), sono tra i migliori al mondo come purezza e sono quindi molto ricercati. Lo Zimbabwe è stato reintrodotto nel circuito di Kimberley solo nello scorso mese di luglio dopo che i diamanti Chiadzwa erano stati banditi dal mercato nel 2006 perché considerati “diamanti insanguinati” a causa delle reiterate violazioni dei Diritti Umani commesse da Mugabe e di suoi aguzzini. Nonostante la reintroduzione dei diamanti dello Zimbabwe nel circuito di Kimberley, gli USA e l’Unione Europea hanno mantenuto attive le sanzioni che prevedono un severo controllo sulle vendite di diamanti Chiadzwa. Lo scopo è quello di evitare che i profitti finiscano nelle mani di Mugabe. La decisione dello Zimbabwe Mining Development Corporation ( ZMDC ), l’ente che amministra le miniere di diamanti, di tenere aste segrete sembra essere un metodo per eludere i controlli e non per tutelare la privacy dei compratori che comunque è tutelata da precise regole internazionali.

Lo Zimbabwe Mining Development Corporation ( ZMDC ) dal 2009 ha stretto una alleanza con importanti commercianti di diamanti sudafricani allo scopo di eludere le sanzioni internazionali. Per questo motivo occorre tenere la guardia molto alta.

Secondo Protocollo insieme ad altre organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani chiede all’Unione Europea di vigilare attentamente sul mercato di diamanti di tipo Chiadzwa anche perché secondo alcuni rapporti di ONG locali le violazioni dei Diritti Umani continuano nelle miniere di Chiadzwa e di Mutare, violazioni che erano state alla base della decisione di escludere lo Zimbabwe dal circuito di Kimberley.

Secondo Protocollo

Comments are closed.