Noi lo avevamo anticipato e, purtroppo, il timore è diventato realtà. La Turchia scorterà le navi dirette a Gaza con proprie unità militari. Di fatto è un criminale atto di guerra contro Israele e il legittimo blocco imposto alla Striscia di Gaza, ma soprattutto è un favore enorme ai terroristi di Hamas.
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La Turchia scherza con il fuoco: scorterà le navi dirette a Gaza
La situazione tra Turchia è Israele si sta ulteriormente degradando a causa della folle politica del leader islamico turco, Erdogan. Questa mattina il Governo turco ha reso noto che interromperà qualsiasi contratto commerciale, compresi quelli relativi al settore militare, con Israele. Non solo, ha detto che intensificherà la sua presenza navale nel tratto di mare antistante Israele e che “scorterà le navi dirette a Gaza”.
La farsa riconosciuta dello Stato palestinese e la realtà negata dello Stato del Kurdistan
C’è un episodio non secondario che rende benissimo l’idea del doppiopesismo della comunità internazionale (e della stampa occidentale) sulle questioni che riguardano i palestinesi rispetto a questioni di Diritto ben più importanti della risibile, per quanto costosa, diatriba sullo Stato palestinese: il 15 luglio scorso è stato deciso di dare il via all’istituzione di una autonomia democratica curda nel sud est della Turchia con capitale a Diyarbakir.
Navi americane di fronte alla Siria. Hezbollah riposiziona i missili
Gli Sati Uniti hanno spostato una flotta da guerra di fronte alle coste della Siria. La formazione navale è composta dalla nave anfibia USS Bataan con a bordo 2000 marines, 6 aerei, 15 elicotteri d’assalto e 27 aviogetti da sbarco. La affiancano l’incrociatore lanciamissili USS Monterrey e altre unità di stanza nel Mediterraneo.
La democrazia turca: arrestati decine di giornalisti che contestavano il Governo
Solo nelle ultime settimane sarebbero decine i giornalisti turchi arrestati perché contestavano il Governo di Erdogan oppure perché indagavano su episodi di corruzione all’interno dell’esecutivo guidato dal sempre più convinto islamista.
Addio alla Turchia laica: ora è un califfato ottomano
Alla fine Erdogan l’ha spuntata. Nel referendum che si è tenuto ieri in Turchia il popolo era chiamato a decidere di alcune modifiche alla costituzione tra le quali la più importante era quella che limita il potere di controllo dell’esercito turco sulla laicità dello Stato, norma voluta fortemente dal fondatore della patria turca, Mustafa Kemal Atatürk, proprio per difendere lo Stato dalle infiltrazione estremiste islamiche. Hanno vinto i SI con il 58% dei voti.
L’ipocrisia dolosa di Erdogan
La Turchia e tutti i suoi fedeli seguaci in occidente non finiscono mai di meravigliare per ipocrisia. Mentre Erdogan magnifica Hamas e la sua politica, a sfregio del fatto che tutto il mondo libero consideri il gruppo estremista palestinese un gruppo terrorista, i tribunali turchi al pari di quelli iraniani non disdegnano di mettere sotto processo i giornalisti curdi rei di “diffondere le idee liberali e legate ai Diritti del popolo curdo”. Gli ultimi in ordine di tempo sono lo scrittore Mehmet Güler e il suo editore Ragip Zarakolu.
Nebbia fitta nello Stretto dei Dardanelli
Gli inglesi sono talmente pieni di se che quando la nebbia cala sulla Manica non dicono che la Gran Bretagna è isolata dall’Europa ma che “l’Europa è isolata dalla Gran Bretagna”. Parafrasando questo detto inglese, non si può non notare la fitta nebbia (metaforicamente parlando) scesa sullo Stretto dei Dardanelli, un muro di nebbia che divide l’Europa dalla Turchia.
Report: il piano turco-iraniano contro Israele
Inutile girarci intorno, la Turchia ha manifestato più che apertamente il suo appoggio al terrorismo islamico e all’estremismo siro-iraniano. Il riconoscimento di Hamas come una “forza resistente” da parte di Erdogan è solo la conferma che dietro alla missione Freedom Flotilla c’era Ankara e che l’obbiettivo era provocare un incidente.