Turchia: Erdogan toglie la parola all’opposizione e ne incarcera altri 125

La dittatura in Turchia è sempre più evidente nonostante ancora qualcuno in Europa e nella NATO si ostini a negarlo.

L’altro ieri il partito del dittatore Erdogan, il Partito per la giustizia e lo sviluppo (AKP), ha proposto di approvare misure che riducano il tempo in cui i parlamentari dell’opposizione possono parlare.

Sembra infatti che gli oppositori al regime possano ancora riuscire a parlare nella Grande Assemblea Nazionale, come viene chiamato il Parlamento turco.

Non solo, sembra anche che i parlamentari d’opposizione si lamentino del regime e che contestino l’operato del Fuhrer turco. Una cosa inaccettabile in una dittatura che si rispetti.

I parlamentari dell’AKP affermano che Erdogan dovrebbe prendere provvedimenti urgenti dopo che i discorsi dei parlamentari rivali sono risultati troppo lunghi.

Le norme parlamentari approvate (imposte n.d.r.) dopo l’introduzione del sistema di governo presidenziale turco nel 2018 consentono al presidente di limitare i discorsi dell’opposizione durante le discussioni a un massimo di tre discorsi di cinque minuti ciascuno.

Sembrerebbe che il dittatore turco si sia detto favorevole ad accettare la richiesta del suo partito.

Arrestati altri 125 dissidenti con la scusa del “golpetto”

Il finto golpe del 2016 fa ancora le sue vittime. Durante la scorsa notte con una operazione di pulizia (letto bene, pulizia, non polizia) il regime turco ha arrestato altri dissidenti che, secondo il regime, appartengono al gruppo FETÖ, quello che per intenderci fa capo al religioso Fethullah Gulen.

L’operazione di pulizia dei dissidenti è armai arrivata a numeri astronomici. Parliamo di oltre 200.000 arresti da quel finto golpe che ha permesso al fuhrer Erdogan di ottenere pieni poteri. Azzerati i vertici dell’esercito, della giustizia (2745 giudici arrestati o rimossi), della struttura scolastica e di ogni settore pubblico.

L’operazione di pulizia dei dissidenti ha interessato 47 province e sembra che almeno un centinaio di “terroristi” siano riuscito a sfuggire alle maglie della Gestapo turca.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia