A proposito degli scontri avvenuti nei giorni scorsi a Roma quando la polizia, in ottemperanza a un ordine del Prefetto, ha sgomberato uno stabile abitato indebitamente (occupato) da extracomunitari di cui alcuni con lo status di rifugiato, se ne sono sentite di tutti i colori ma soprattutto si è cercato di far passare un messaggio sbagliato e cioè che i rifugiati politici in Italia avrebbero Diritto alla casa. Non è vero.

Una volta che un richiedente asilo ottiene il riconoscimento di rifugiato ha accesso immediato a tutta una serie di Diritti che nello specifico sono:

accesso al lavoro;

diritto al ricongiungimento familiare;diritto all’assistenza sociale;

diritto all’assistenza sanitaria;

diritto a richiedere un documento di viaggio equipollente al passaporto;

diritto all’istruzione pubblica;

diritto di circolare liberamente all’interno del territorio dell’Unione Europea (esclusi Danimarca e Gran Bretagna) senza alcun visto, per un periodo non superiore a 3 mesi;

diritto a chiedere la cittadinanza italiana dopo 5 anni di residenza in Italia;

diritto al matrimonio;

diritto a partecipare all’assegnazione degli alloggi pubblici;

diritto al rilascio della patente di guida.

Nel caso la protezione sia “solo” sussidiaria i Diritti acquisiti sono invece:

accesso al lavoro (per una durata non superiore la durata del permesso di soggiorno);

diritto al ricongiungimento familiare;

diritto all’assistenza sociale e sanitaria;

rilascio di un documento di viaggio equipollente al passaporto;

diritto a partecipare all’assegnazione degli alloggi pubblici.

Infine, il riconoscimento della protezione umanitaria dà diritto:

a lavorare sul territorio italiano;

ad accedere all’assistenza sanitaria;

al rilascio di un documento di viaggio equipollente al passaporto.

Allora, in tutta questa lunga serie di Diritti che si acquisiscono nel momento in cui si viene riconosciuti come persone che hanno Diritto alla protezione internazionale non c’è il Diritto alla casa come d’altra parte non c’è il Diritto a rimanere a carico del sistema nazionale. Un rifugiato deve quindi trovarsi una casa per conto suo e trovarsi un lavoro per poter vivere e pagarsi la casa di tasca sua. Lo Stato non ha alcun obbligo nei suoi confronti.

Cosa comporta in definitiva lo status di rifugiato?

Con lo status di rifugiato si ottengono gli stessi diritti e doveri di cui godono i cittadini italiani, a esclusione dei diritti che presuppongono la cittadinanza italiana. Al rifugiato si applicano tutte le norme civili, penali e amministrative vigenti in Italia. Il rifugiato potrà recarsi all’estero, ma dovrà dotarsi di un documento di viaggio, rilasciato dalla Questura, che gli consente di uscire e di fare poi rientro in Italia. Il tesserino ha una validità temporale pari a quella del permesso di soggiorno e dovrà quindi essere periodicamente rinnovato insieme al permesso di soggiorno.

Tutti i diritti e i doveri sopraccitati si applicano anche ai figli di rifugiati purché nati in Italia.

Questa norma del “dover trovare una abitazione alternativa a chi occupa abusivamente uno stabile prima di sgomberarlo” non è quindi legata a qualche Diritto acquisito ma (probabilmente) alla volontà di fornire un qualche servizio sociale aggiuntivo (e pongo l’accento su aggiuntivo) a chi si trova in gravi difficoltà abitative. Quindi nessun Diritto alla casa per nessuno, né per gli italiani né per gli stranieri.

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