Ho l’impressione che la Chiesa cattolica abbia perso il senso della sua missione. Mentre in Medio Oriente vengono distrutte chiese millenarie, mentre i cristiani vengono letteralmente massacrati proprio perché cristiani, la Chiesa Cattolica perde il suo tempo a polemizzare sui migranti e sugli omosessuali.

Lasciamo perdere la sparata degna di un Ayatollah fatta da padre Giorgio Carbone sui gay che non merita nemmeno di essere commentata tanto sfiora il ridicolo, quello a cui si assiste in questi giorni durante l’annuale meeting di Comunione e Liberazione di Rimini è il festival dell’ipocrisia e delle dimenticanze, ipocrisia perché si trattano solo temi che portano soldi alle casse della Chiesa, come appunto il tema dei migranti, dimenticanze perché sarebbe stato bello ascoltare una forte denuncia su quello che sta accadendo ai fratelli cristiani in Medio Oriente e magari una proposta per aiutarli.

Solo pochi giorni fa i tagliagole islamici del ISIS radevano al suolo il monastero di Mar Elian a Qaryatayn, in Siria, un atto chiaramente dispregiativo nei confronti della fede cristiana che non solo ha distrutto un patrimonio storico di inestimabile valore ma ha lanciato un messaggio inequivocabile proprio ai cristiani: l’Islam non ammette sul suo territorio altre religioni, meno che meno quella cristiana. Che dire poi delle centinaia di cristiani rapiti dalla stessa città di Qaryatayn di cui non se ne sa più niente? Sentito nulla di tutto questo al meeting di Rimini? Io no e se ne hanno parlato lo hanno fatto sottovoce, forse per non offendere i musulmani in Italia. In compenso se ne sono sentite di tutti i colori sui Diritti Civili e sulla necessità (obbligo cristiano) di accogliere tutti quelli che arrivano sulle nostre coste, a prescindere dal motivo che li spinge a farlo.

E’ davvero curiosa questa Chiesa cattolica, quando qualcuno prova a intaccare i suoi interessi finanziari reagisce come una vera e propria lobby infischiandosene altamente del destino di milioni di cristiani in Medio Oriente, concentrando invece la propria attenzione su temi più “remunerativi” sia politicamente che squisitamente finanziari. Distruggono chiese? Ammazzano cristiani? Chissenefrega!! A loro interessa ben altro, alla faccia della “pietas cristiana”. Anzi, sembrano più interessati a non offendere i musulmani in Italia stando attenti a calibrare bene le parole, evitando accuratamente di parlare di terrorismo e violenza islamica.

E’ in corso una guerra di religione che la Chiesa non solo non combatte ma subisce facendo finta che non ci sia. Troppo impegnati a far soldi con i migranti, a discutere di scuole cattoliche che non devono pagare le tasse e a combattere contro i Diritti Civili.

8 Comments

  1. Dal mio precedente intervento sulla strategia assistenzialista cattolica in Africa si evince una tesi.
    Questa :
    che la strategia della Chiesa, usando allo scopo il dettato evangelico addomesticato, stia perseguendo la distruzione della Europa del welfare – e delle libertà- , che è frutto anche di conquiste di civiltà.
    La Chiesa sembra consideri invece iniqua la nostra società e si schiera con coloro che intendono sottometterla e depauperarla.
    Lo fa per amore evangelico?
    Non credo.
    Credo invece che la Chiesa tema più di ogni altra cosa la perdita della sua influenza, che da per scontata nella nostra società.
    Quello che fa è un gioco rischioso per la Chiesa stessa, ma preferisce giocarlo lo stesso.
    Come se desse per inevitabile un ribaltamento dei rapporti di forza tra civiltà, e voglia trovarsi all’appuntamento in una posizione più favorevole che se avessi difeso la nostra civiltà.
    La previsione della Santa Sede non è del tutto infondata.
    I paesi europei non osano per esempio respingere davvero l’invasione dei migranti, che ovviamente alla lunga li distruggerà.
    E non lo fa certo per ubbidienza alla Chiesa.
    Credo che il motivo stia nella paura del terrorismo islamico interno, che di fronte a eventuali respingimenti con vittime o di fronte ad interventi militari esterni in territorio africano e mediorientale, con tutta probabilità insorgerebbe a difesa dei suoi «fratelli».
    Provvidenziale a questo proposito è l’ultimo attentato terroristico sul treno francese che serve come «memento» per rinsaldare questa inerzia.
    I governi europei sono da un pezzo terrorizzati da questa situazione da ostaggi, in cui si sono cacciati per virtù propria da gran tempo.
    Per questo sono disposti a mandare sotto processo tutti coloro che hanno lanciato vari allarmi:
    vedi la Fallaci, Welders ecc.
    L’attuale inerzia europea è perfino ridicola.
    Simula per semplice paura una virtù umanitaria che non ha e non può avere , se non altro per istinto di autoconservazione.
    Se e quando riuscirà a vincere la paura, solo allora sarà disposta a pagare i costi per la propria sopravvivenza.
    Fino ad ora invece ha preferito pagare il pizzo agli estortori.
    E comunque l’attuale globalizzazione non sa cosa farsene di un’ Europa libera da servitù e «benestante», ma sa benissimo cosa farsene di un’ Europa colonizzata e livellata in basso in un mucchio condiviso con altre aree del pianeta.
    In questa situazione si può davvero dare torto alla lungimirante Chiesa di Roma?
    Chi tra i «laici» volle per esempio ascoltare le parole pronunciate a suo tempo-anni novanta- dal cardinale Biffi, in quel tempo arcivescovo di Bologna?
    Pressappoco queste:
    «Se aveste a cuore la vostra società , vi preoccupereste del tipo di popolazioni che accogliete e scegliereste quelle compatibili con l’integrazione nella vostra società.”
    «Gli islamici per esempio si integrano difficilmente”.
    «In tal caso la Chiesa si opporrebbe alle vostre decisioni, ma la Chiesa è un’ altra cosa…….»
    Per la cronaca, dopo di allora Biffi ebbe bisogno di una scorta armata per le minacce subite.

    • nel suo ottimo intervento trovo due parole veramente azzeccate:
      1 ostaggi
      2 terrore
      siamo ostaggi prima di tutto di noi stessi, prima ancora che dei muslim, ostaggi delle nostre paure
      autolesionismo puro e semplice

  2. Gastone

    Carita’ Cristiana, Bonta’ Cristiana… Vanita’ Cristiana. Se uno ti colpisce su una guancia…Tu porgi anche l’altra… E’ cosa buona e giusta, come Gesu’ ma se un tizio ti da un calcio nel culo davanti a tua moglie atea? E i tuoi figli assistono alla scena? La bonta’ cristiana andrebbe a farsi fottere…E invece no!! Puoi sempre dire che non te ne sei accorto, faresti una figuraccia ma salveresti i denti. Essere un buon Cristiano non e’ facile.- Salam

  3. Martina

    trovo come sempre il suo intervento pertinente e azzeccato.. Anche oggi ZERO parole sul macello dei cristiani e tanta ipocrisia in libertà su diritti civili e clandestini

  4. Gastone

    Per un vero Cristiano andare in soccorso di altri Cristiani che vengono perseguitati o uccisi e’ contrario agli insegnamenti del Vangelo, poiché implicherebbe l’uso della forza e Dio non voglia… Delle armi. Sono certo poi che non tutti sarebbero d’accordo poiché si toglierebbe agli interessati l’occasione di morire come Martiri…I piu’ coraggiosi poi, potrebbero anche ribellarsi ed opporre resistenza al proprio salvamento, al punto che i piu’ determinati tra loro, sarebbero tentati financo di imbracciare le armi per impedirlo… Non possiamo permetterlo!! Pregheremo per loro e per i poveri tagliagole… Ignari strumenti della loro Salvezza.-

  5. Stamattina i migranti ospitati a Bresso stanno operando un blocco stradale a Milano perchè vogliono il permesso di soggiorno.
    Questo dimostra che la posizione dei vescovi, che ritengono che l’accoglienza doveva essere maggiore è totalmente priva di senno.
    Questi ospiti possono essere ospitati solo in campi profughi chiusi allestiti fuori dal tessuto urbano e controllati militarmente.
    E naturalmente va organizzato il rimpatrio dei non aventi diritto.
    Se questo rimpatrio non è praticabile a causa del rifiuto dei paesi di provenienza, tutto ciò va considerato un atto di guerra e deve comportare la fine dei soccorsi in mare per tutti.

    • Franco Londei

      ormai abbiamo ampiamente superato la soglia del “buon senso” anche perchè il 90% di questi sono lontanissimi dall’essere profughi (a differenza per esempio di quelli che vediamo in questi giorni nell’ex Jugoslavia). Ci vorebbe pochissimo: stabilire quali sono gli Stati di provenienza che danno Diritto allo status di rifugiato (per es. la Siria) e mandare a casa tutti gli altri. Così tra corsi e ricorsi ce li teniamo per almeno due anni ed è inconcepibile

      • A proposito dei profughi che stanno transitando nella ex Jugoslavia.
        Chi li dovrà accogliere?
        Credo che l’Ungheria , come la Grecia, appartenga all’area Schengen .
        Al contrario della Macedonia e della Serbia.
        Quali sono le opzioni che i trattati offrono al paese magiaro?
        Secondo i trattati le operazioni di riconoscimento e di prima sistemazione dovevano essere svolte in Grecia, ma così non è stato.
        Se l’Ungheria li lascia entrare,potrà farli ripartire per gli altri paesi senza riconoscimenti o in questo caso varranno per lei i trattati, cui la Grecia non ha dato seguito?
        I paesi UE hanno già biasimato la costruzione del muro.
        Questo cosa vuol dire per l’Ungheria? Che secondo l’Europa se li dovrebbe tenere come paese di (finta) prima accoglienza o li potrà spedire altrove legittimamente?
        Francamente non capisco adesso quale sia la regolamentazione europea da applicare.
        Sempre secondo i criteri della cosiddetta Europa.
        Se l’Ungheria li respingerà, vuol dire che non l’ha capito neppure il governo di quel paese.
        Aspettiamo dai fatti una risposta, oppure da chi ne sa di più.
        Servirebbe comunque un paese di accoglienza definitiva.
        E chi è migliore allo scopo della nazione leader che è la Germania.
        Peccato che i cosiddetti neonazisti abbiano cominciato con delle proteste violente dalle parti di Dresda.
        Aspettiamo anche in questo caso di sapere se la sovranità in Germania appartiene allo Stato tedesco e al relativo Governo oppure ai profughi.
        Se ne potrebbe fare una tesina di laurea.