Ieri sera a Tel Aviv, in Israele, è andata in scena la finale del Eurovision Song Contest. Fino a ieri sera la direttiva che vietava qualsiasi manifestazione di tipo politico aveva sostanzialmente tenuto e più o meno tutti vi si erano attenuti.

Poi proprio ieri sera prima la rappresentanza islandese, poi Madonna hanno infranto questa giustissima regola.

Lasciamo stare Madonna che alla fine del suo breve “spettacolo” ha fatto sfilare due ballerini rispettivamente con la bandiera israeliana e quella palestinese per poi farli abbracciare in quello che probabilmente doveva essere un messaggio di pace. Le sue intenzioni erano probabilmente buone.

Ma vedere la delegazione islandese, composta da ragazzi giovanissimi e a dir poco eccentrici, sventolare piccoli striscioni che inneggiavano alla Palestina ha lasciato di stucco tutti.

Ma attenti, non ha lasciato di stucco per il fatto che abbiano infranto quella regola rispettata da tutti gli altri, no, a stupire è stato il pulpito da cui veniva questo atto chiaramente politico.

Evidentemente quei ragazzotti non ne sanno niente di Palestina. Non sanno che i giovani come loro nella cosiddetta “Palestina” non potrebbero mai girare liberamente vestiti come erano vestiti loro ieri sera. Non sanno che non potrebbero truccarsi in quel modo, a prescindere dal motivo per cui si truccano. Non sanno che non potrebbero nemmeno lontanamente far pensare di non essere “normali”.

E se in una ipotetica manifestazione tenuta in Palestina avessero fatto quello che hanno fatto ieri sera ma a parti invertite, cioè se avessero esposto sciarpe e cartelli con su scritto “Israele”, come minimo sarebbero stati linciati.

Sarebbe interessante in tal senso fare un piccolo esperimento: prendere i ragazzotti islandesi così conciati e trasferirli nella Striscia di Gaza (oppure in Giudea e Samaria) e farli passeggiare per il centro di Gaza City o di Ramallah e vedere cosa succede. Probabilmente non farebbero nemmeno100 metri che sarebbero ridotti in poltiglia. Ma l’importante è distinguersi no? Poi di tutto quello che succede veramente nella cosiddetta “Palestina” chissenefrega…