Visita UE in Iran: semplicemente uno scandalo

Solo pochi giorni fa sentivamo i leader europei indignarsi per i massacri del regime iraniano sui manifestanti pacifici, parole di condanna pressoché univoche da ogni dove. Pensi….bene, finalmente qualcosa si muove. E poi cosa emerge accuratamente occultato dai media nostrani? Che tra tre giorni una delegazione della Unione Europea si recherà in Iran per una visita “di cortesia”. Semplicemente scandaloso.

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Africa e nuovo decennio: ora basta teatrini

Si è chiuso uno dei peggiori decenni che la storia ricordi, un decennio che ha visto prima il terribile attentato alle Torri Gemelle poi l’inizio della cosiddetta “guerra al terrorismo”, una guerra tutt’ora in corso e che ha portato morte e distruzione in molte parti del pianeta. Il clima (inteso come meteorologico) ha provocato danni e morte. Infine è arrivata una crisi globale che ha messo letteralmente in ginocchio le economie più deboli.

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Mio fratello è iraniano (i perché di una rivoluzione)

Di Parisa Elahi – Piano, piano il mondo si accorge che in Iran la protesta non è come in molti la pensavano, non è politicizzata, non risponde alle logiche della realpolitik come le intendeva Henry Kissinger, cioè anteporre gli obbiettivi concreti alle questioni di principio. In Iran si è di fronte a una nuova rivoluzione dove l’obbiettivo sono proprio i principi.

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Iran: ora è vera rivoluzione, ma la stampa e l’occidente non se ne accorgono

Qualcosa da ieri è cambiato nella protesta dell’onda verde. Ora i ragazzi iraniani non sono più solo passivi attori, vittime inermi delle violenze dei pasdaran del dittatore Ahmadinejad. Da ieri hanno iniziato a reagire e la cosa è stata del tutto inaspettata, ha colto di sorpresa gli aguzzini. Li ha spiazzati, disorientati. In alcuni casi li ha costretti alla ritirata o alla resa.

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Clima: colpito e affondato

A dispetto della soddisfazione del Presidente americano, Barack Obama, la conferenza sul clima di Copenaghen è stata un totale fallimento. L’accordo raggiunto in extremis da Obama con Cina, India, Brasile e Sudafrica non serve a nessuno se non a lavare qualche coscienza sporca a portare acqua al mulino del gradimento del Presidente americano, sempre più a secco.

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