rr Medio Oriente

Il popolo curdo sacrificato ancora una volta sull’altare della realpolitik

Dic 20, 2018

Il popolo curdo sacrificato ancora una volta sull’altare della realpolitik

E’ successo ancora, come quando c’era Saddam Hussein o come in occasione del referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno, il popolo curdo venduto al nemico da chi diceva di essergli alleato.

Il ritiro delle truppe USA dalla Siria annunciato da Trump significa lasciare campo libero ai macellai islamici di Erdogan per fare quello che il satrapo turco va annunciando ormai da giorni: attaccare il Kurdistan siriano e fare piazza pulita dei combattenti curdi che fino a ieri hanno combattuto e vinto lo Stato Islamico.

Nonostante il parere negativo del Pentagono, il Presidente Trump ha deciso di cedere alle richieste del nazista turco e, per quanto se ne sa, senza nessuna garanzia per il popolo curdo, nessuna garanzia sul fatto che le milizie islamiche al soldo di Erdogan che affiancano l’esercito turco (diverse migliaia di fanatici islamici non diversi dall’ISIS) non compiranno atrocità contro i civili.

Trump poteva scegliere di evitare il massacro perché Erdogan non avrebbe mai attaccato con le forze americane dispiegate sul terreno, ma questo avrebbe comportato inasprire ulteriormente i rapporti con la Turchia. Molto più semplice, nel nome della realpolitik, vendere ancora una volta il popolo curdo.

Non è bastato per i curdi combattere e sconfiggere l’ISIS quando ancora il monda rimaneva fermo di fronte alla loro travolgente avanzata in Siria e in Iraq. Non è bastata l’alleanza tra gli arabi siriani e i curdi che ha fatto nascere le Forze Democratiche Siriane, o SDF, dove erano confluite le forze del YPG curdo. Erdogan vuole vuole prendersi il Kurdistan siriano e non c’è niente che lo possa fermare.

Ci poteva riuscire solo la presenza militare americana, ma Trump ha deciso che dopo aver usato il popolo curdo per combattere e sconfiggere l’ISIS, si poteva tranquillamente lasciarli al loro destino.

E’ una vittoria politica per Erdogan che infatti non fa niente per nasconderla. E’ una vittoria dell’islam integralista su una forma di islam laico, tollerante e progressista rappresentato da sempre dal popolo curdo. Ma soprattutto ci mostra un Presidente Trump che non si fa nessuno scrupolo a vendere gli alleati che hanno dato il sangue per sconfiggere l’ISIS a chi di certo non a nulla da invidiare allo Stato Islamico.

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia