Medio Oriente

Le buone eredità lasciate da Donald Trump in Medio Oriente

Cosa lascia Donald Trump in Medio Oriente? Quale eredità lascia a chi gli succede e ai leader politici mediorientali?

Anche se non sono un trumpista lasciatemi dire che Donald Trump ha sconvolto in meglio la politica mediorientale. Ha rotto tabù, come quello palestinese, inimmaginabili fino a pochi anni fa.

Pochi giorni fa avevo scritto la parte critica sull’operato di The Donald soffermandomi però in particolare sulle conseguenze per Israele e criticandolo per non aver affondato il coltello quando era ora.

Oggi invece vorrei allargare gli orizzonti oltre i confini israeliani e fare un ragionamento più regionale, partendo dal fatto che a mio avviso la politica di Trump per il Medio Oriente era basata su un orizzonte temporale di otto anni e non di quattro.

La questione palestinese

Sulla questione palestinese a mio modestissimo avviso Donald Trump ha dato veramente il massimo. L’ha ridotta ai minimi termini, l’ha ridicolizzata mostrando al mondo la vera natura della dirigenza palestinese attenta unicamente a rimpinguare i propri conti correnti e non ad aiutare i palestinesi. Ha fatto capire che la politica mediorientale non poteva girare attorno alla questione palestinese.

Ha mostrato il vero volto della UNRWA, cioè quello di una organizzazione che dietro alla facciata umanitaria nasconde una vera e propria struttura terroristica che opera in più paesi (Israele, Giordania, Libano, Siria e Iraq) e che noi da anni abbiamo chiesto di chiudere (qui trovate la prima parte della nostra richiesta e qui trovate la seconda).

Donald Trump e in particolare sue genero, Jared Kushner, avevano capito che chiudendo la UNRWA si sarebbe chiusa (o almeno marginalizzata) la questione palestinese. E così è stato. Ora c’è solo da sperare che i nuovi inquilini alla Casa Bianca non cambino questa linea.

Il conflitto arabo-israeliano

Sul conflitto arabo-israeliano l’ex Presidente americano ha completamente capovolto dogmi che resistevano da decenni.

Sebbene non in maniera limpida, ha portato i grandi regni del Golfo e diversi stati islamici ad aprire rapporti diplomatici con Israele o quantomeno ad iniziare un percorso di reciproco riconoscimento. In poche parole, è riuscito dove “grandi Presidenti” avevano fallito. E c’è da scommettere che se fosse stato rieletto avrebbe concluso questa epica battaglia portando l’Arabia Saudita a riconoscere Israele.

Adesso non so se questo avverrà. La nuova Amministrazione nei rapporti con Riad non ha cominciato proprio bene.

Secondo Danielle Pletka (Senior Fellow, American Enterprise Institute) «l’eredità di Donald Trump in patria è a brandelli, e meritatamente. Ma in Medio Oriente, dovrebbe essere giustamente ricordato come un pacificatore trasformazionale»

Efraim Inbar (Presidente del Jerusalem Institute for Strategy and Security) sostiene che «Trump e Kushner hanno contribuito alla chiarezza strategica su diverse questioni in Medio Oriente» a partire dal chiarire definitivamente l’enorme equivoco provocato dalla politica filo-iraniana di Barack Obama.

In sostanza prima di tutto hanno chiarito che gli arabi doveva essere uniti contro gli Ayatollah. Poi hanno chiarito che il JCPOA, l’accordo sul nucleare iraniano, non solo non impediva all’Iran di avere l’atomica, al massimo lo ritardava, ma addirittura autorizzava gli iraniani a portare avanti un pericolosissimo programma balistico.

Secondo Inbar (con il quale concordo) uscire dal JCPOA era inevitabile per capire e far capire cosa c’era di sbagliato in quell’accordo.

Concludendo, in Medio Oriente ha fatto più Donald Trump in quattro anni, che tutti i precedenti Presidenti in mezzo secolo. Questo non si può negare. E probabilmente molti progetti erano spalmati in otto anni, cioè in due legislature non in una. Anche il più fanatico anti-trumpista non lo può negare.

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Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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