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Misoginia criminale

Ieri ho avuto la brutta esperienza di scontrarmi con un misogino fondamentalista, un uomo che una mia cara amica ha definito, a ragione, un troglodita, una persona profondamente convinta dell’inferiorità della donna e della necessità che la donna, in quanto tale e in quanto essere inferiore, sia subalterna all’uomo.

Nella mia esperienza di vita mi è capitato più volte di incontrare uomini che si potrebbero definire “misogini”. Ho incontrato persone di altre religioni che, cresciuti in famiglie patriarcali, sono seriamente convinti dell’inferiorità della donna. Per lo più però, alla base di questa insana misoginia, vi era una cultura che partiva dal basso. Per carità, nessuna giustificazione a questa mentalità, però le “cause della malattia” erano quanto meno individuabili.

Mi è capitato anche di incontrare misogini mascherati. Non, chiaramente, persone misogine che se ne vanno in giro vestite da Batman, ma persone impegnate anche nel sociale, magari proprio nella difesa dei Diritti delle donne, che poi trattavano la propria moglie come una sorta di demente, magari attribuendo certi atteggiamenti o certe mentalità alla provenienza geografica. Misoginia e razzismo messi insieme e sapientemente mascherati da un impegno sociale a difesa della donna. Un mix letale e pericoloso.

Però, giuro, non mi era mai capitato in tanti anni di incontrare il “misogino puro”, l’uomo che odia profondamente la donna e che la considera totalmente un essere inferiore che, in quanto tale, deve sottostare a tutti i suoi voleri e comandamenti. E badate che non sto parlando di una persona proveniente da remoti continenti dove vige la regola del patriarca, magari islamica o addirittura talebana. No, parlo di un ragazzo poco più che trentenne, cresciuto nel nord Italia da genitori nordici, laureato in economia e commercio e perfettamente integrato nel tessuto sociale.

Sentirlo citare con fervore una massima di Aristotele che, più o meno, dice “l’uomo è per natura superiore, la donna inferiore; il primo comanda, l’altra ubbidisce, nell’uno vi è il coraggio della deliberazione, nell’altra quello della subordinazione”, mi ha sconvolto. Ancora di più, sentirlo affermare che lui “ogni tanto da una ripassatina alla moglie così impara chi comanda e chi obbedisce” mi ha fatto letteralmente imbufalire. Secondo questo viscido essere, che io non chiamo uomo ma nemmeno animale per rispetto agli animali, picchiare ogni tanto la propria donna fa bene alla coppia. Il massimo poi, secondo lui, è farci l’amore dopo averla “ripassata per bene”. La sottomissione è totale.

Non gli ho vomitato addosso per ritegno e non l’ho picchiato perché non è nelle mie attuali possibilità fisiche farlo, ma giuro che una bella “ripassata” gliela avrei data volentieri. Mi formicavano le stampelle. Il bello (o il brutto) è che non sono riuscito nemmeno a dirgli in faccia quanto mi facesse schifo un essere come lui. Non perché mi manchi la loquacità, anzi, ma perché mi ha lasciato letteralmente senza parole.

Questa è quella misoginia criminale che porta molto spesso all’omicidio di donne, quell’odio profondo verso la donna che porta esseri schifosi come questo a commettere le peggiori brutalità verso le donne senza che poi insorga in loro alcun rimorso, anzi, probabilmente gli da pure soddisfazione. Persone come queste sarebbero da mettere in galera preventivamente anche se so benissimo che l’arresto preventivo è una delle violazioni più gravi dei Diritti fondamentali.

Mi sono chiesto cosa si potrebbe fare contro queste persone che, ne sono certo, sono molto più numerose di quello che si pensi e l’unica cosa che mi è venuta in mente è una legge specifica contro la misoginia (per altro già scritta da qualcuno). Ma in questo Paese è così difficile far passare una legge simile, una legge che punisca con l’aggravante della misoginia tutti quegli atti contro le donne a partire dalla violenza sessuale fino a quella fisica e psicologica. Qualcosa però bisognerà fare. Vedremo, intanto rimane il disgusto di sapere che nel 2011 esistono esseri come quello di ieri e non è certo un bel vedere.