Medio Oriente

Qualche domanda sui palestinesi a chi ne capisce di politica

Set 25, 2021

Qualche domanda sui palestinesi a chi ne capisce di politica

L’intervento di Abu Mazen (Mahmoud Abbas) alla Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ha rivelato nulla di nuovo rispetto a quelli già sentiti gli anni scorsi.

Israele è cattivo, non vuole la soluzione a due Stati, deve abbandonare i territori occupati in Giudea e Samaria e, soprattutto, deve abbandonare Gerusalemme.

Ecco in sintesi il “grande” intervento del dittatore palestinese, uno che dal 2005 guida l’Autorità Palestinese (AP) senza curarsi di indire elezioni che, invece, dovrebbero essere indette ogni quattro anni.

D’altra parte fa bene Abu Mazen a non indire elezioni (che perderebbe) anche perché nessuno dalle parti dei donatori (tra i quali il maggiore è l’Unione Europea) glielo chiede. Come se fosse naturale salire al potere e poi dimenticarsi che ogni quattro anni bisognerebbe andare a votare.

Ma sorvoliamo su questo “piccolo dettaglio” e torniamo al grande discorso del dittatore palestinese alle Nazioni Unite.

Usando una connessione internet (per gentile concessione israeliana) il dittatore palestinese ha piagnucolato da Ramallah sostenendo che «Israele con i suoi insediamenti stava distruggendo la prospettiva di un accordo politico basato sulla soluzione dei due stati».

«Se le autorità di occupazione israeliane continueranno a consolidare la realtà di uno stato di apartheid come sta accadendo oggi, il popolo palestinese e il mondo intero non tollereranno una situazione del genere» ha detto il dittatore palestinese.

E poi la minaccia contro Israele se non dovesse rispettare le condizioni palestinesi: «le circostanze sul campo imporranno inevitabilmente diritti politici uguali e pieni per tutti sulla terra della Palestina storica, all’interno di un unico stato. In tutti i casi, Israele deve scegliere».

Detto in parole volere, il sogno palestinese, uno Stato Unico dove gli ebrei siano minoranza e debbano subire le “politiche” palestinesi.

Pensate che fortuna sarebbe per i cosiddetti “palestinesi” trovarsi uno Stato belle che pronto, con una moneta, una economia già avviata, un sistema sanitario in pronta consegna ecc. ecc. Tutte quelle cose cioè che fino ad oggi hanno impedito loro di crearsi uno Stato indipendente.

Ora, noi persone normali, noi gente comune poco pratica di cose politiche vorremmo chiedere due o tre cosette alle Nazioni Unite e a chi sostiene la cosiddetta “causa palestinese”:

1. Come possono le Nazioni Unite permettere a un dittatore di fatto di minacciare uno Stato democratico? E sono ormai molti anni che la musica è sempre quella.

2. Come possono i donatori continuare ad elargire denaro ad una entità che di fatto non esiste e che puntualmente fagocita e fa sparire una gran mole di quel denaro che dovrebbe servire a creare uno stato palestinese.

3. Come possono i donatori continuare a versare denaro nelle casse di una entità non ben definita come l’Autorità Palestinese ben sapendo che una parte consistente di quel denaro finisce nei vitalizi ai terroristi e alle loro famiglie che hanno ucciso cittadini israeliani (e più ne uccidono, più prendono)?

4. Quel signore che ieri sera parlava da Ramallah (grazie alla infrastruttura di connessione israeliana) è lo stesso che da decenni impedisce libere elezioni in “Palestina”, che incarcera i giornalisti che lo contestano e i dissidenti e che promette denaro a chi ammazza gli israeliani. Davvero l’ONU, le ONG e le “grandi” organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani lo considerano addirittura una vittima? Davvero può rappresentare un popolo mai esistito ma che vorrebbe essere riconosciuto?

Non lo so ma a me che sono poco pratico di politica sembra tanto che questo signore stia prendendo in giro tutti, a partire dal quel popolo che non esiste ma che vorrebbe essere comunque riconosciuto.

E mi meraviglia che ci siano persone importanti come l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri, Josep Borrell, che lo consideri addirittura un interlocutore affidabile e che preferisca attaccare gli israeliani piuttosto che chiedere conto ad Abu Mazen di quelle tre quattro cosucce di cui parlavamo sopra.

Magari sono io che non capisco la politica europea, magari sono io che non vedo quanto siano cattivi gli israeliani con questo pover’uomo e il suo cosiddetto “popolo”, ma sinceramente non ho mai visto un dittatore miliardario essere considerato dalla comunità internazionale una povera vittima che può impunemente dettare condizioni ad uno Stato legittimo e democratico.

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia