Quali capacità ha Israele di attaccare obiettivi in Iran?

In tanti si chiedono se Israele può davvero attaccare l’Iran, se lo farà e come lo farà. Cerchiamo di capirci qualcosa

Sono in molti a chiedermi e a chiedersi se Israele ha la capacità di attaccare obiettivi in Iran e se questo avverrà a breve.

Israele ha la capacità militare e politica di attaccare obiettivi in Iran, lo conferma il Ministro della difesa uscente Benny Gantz, tuttavia occorre essere «molto equilibrati» a tal proposito.

Secondo Gantz Israele ha «la prontezza, le capacità di sviluppo e i piani a lungo termine» per colpire sia gli impianti nucleari iraniani che altri obiettivi sensibili, come per esempio le fabbriche di componenti o di assemblaggio dei droni e dei missili.

Ora, bisogna vedere cosa si intende con esattezza quando si parla di attaccare obiettivi in Iran.

Ci sono molti modi per colpire il nemico iraniano. Secondo esperti il virus Stuxnet fece più danni al programma nucleare iraniano di un bombardamento.

Anche gli attacchi informatici alle strutture iraniane sono considerati alla stregua di un bombardamento. Un anno fa sempre un attacco informatico paralizzò i distributori di carburante in Iran impedendo agli iraniani di rifornirsi di carburante e bloccando di fatto le attività economiche del paese.

Poi lo Stato Ebraico dispone dei mezzi militari per colpire al cuore la Repubblica Islamica. Gli F-35 israeliani sono penetrati non visti diverse volte nei cieli iraniani sorvolando anche obiettivi sensibili.

Tutta la flotta aerea d’attacco di Israele è in grado di colpire in Iran anche perché l’aviazione iraniana è praticamente inesistente e i sistemi antiaerei non sono così all’avanguardia da preoccupare i caccia israeliani, compresi i tanto propagandati sistemi russi S-300 ed S-400.

Poi si dice che almeno un sottomarino israeliano, modificato e in grado di lanciare missili da crociera (forse anche nucleari), navighi costantemente di fronte alle coste iraniane pronto ad entrare in azione e a colpire chirurgicamente gli obiettivi in caso di bisogno.

Allora perché gli attacchi israeliani all’Iran si sono limitati al campo informatico, pur facendo danni immani?

Fino ad ora questo è successo a causa di una sorta di “sistema di deterrenza” costruita attorno ai gruppi proxy legati a Teheran.

Il più importante di questi è Hezbollah che dal confinante Libano è in grado di lanciare contro Israele decine di migliaia di missili e razzi nel caso lo Stato Ebraico attaccasse militarmente la Repubblica Islamica.

Meno pericoloso è il Jihad Islamico palestinese con base a Gaza, ma se messo insieme ad Hezbollah è in grado di fare davvero male anche se non ha missili e razzi molto aggiornati come quelli di Hezbollah.

Quindi la vera chiave affinché Israele attacchi militarmente obiettivi in Iran è togliere di mezzo il “sistema di deterrenza” messo in piedi da Teheran. Non c’è in tutta onestà un altro sistema e chi dice il contrario fa solo il gradasso.

Come si toglie di mezzo Hezbollah senza innescare un conflitto con il Libano? L’unico sistema è farlo politicamente, garantendo cioè a Hezbollah e al Libano una contropartita più allettante di quella di fare il martire per conto di Teheran.

Fonti qualificate della intelligence israeliana sostengono che Gerusalemme lavori a questo obiettivo da diversi anni. Dopo la campagna siriana Hezbollah si è molto indebolito. Le vittime stanno pesando e diversi leader sembrano stanchi di sacrificare i loro uomini per l’Iran. Oltretutto a causa della mancanza di fondi le vedove dei “martiri” non ricevono nemmeno il compenso mensile che spetterebbe loro.

L’accordo sui confini marittimi tra Libano e Israele non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata anche l’approvazione di Hezbollah, approvazione arrivata ben sapendo che a Teheran avrebbero fatto fuochi e fiamme. Quindi qualcosa si sta muovendo.

Allora, per tornare alla domanda del titolo, Israele ha molte possibilità e capacità di attacco nei confronti dell’Iran ma, come dice Benny Ganz, occorre essere molto equilibrati e non farsi prendere la mano. Un buon attacco informatico può fare più danni di un bombardamento e non porta la firma dell’attaccante. È molto probabile che l’Unità 8200 abbia qualcosa nel cassetto o che la stia studiando. Ma non vedremo attacchi militari diretti contro il territorio iraniano, non almeno fino a quando non sarà trovata una soluzione percorribile con Hezbollah.

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