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Quando la Sclerosi Multipla diventa una condanna all’ergastolo

Ad Alberto Stasi hanno dato 16 anni di reclusioni, esattamente (o quasi) gli anni passati dalla mia diagnosi di Sclerosi Multipla

Essere malati di Sclerosi Multipla è come essere condannati all’ergastolo in via definitiva. Non c’è un appello che puoi fare, non esiste chiedere clemenza alla corte.

Con me è stata “buona” per molti anni, una progressione lenta ma inesorabile. Ma rispetto ad alcuni amici che ha messo in sedia a rotelle in pochi mesi, è stata gentile.

Per due anni di seguito la RM ci diceva che la Sclerosi Multipla non andava avanti. Quelle macchie erano ferme, immobili. C’era solo il lento ma progressivo decadimento del corpo a ricordarci che LEI era li.

Poi a Gennaio del 2020 uno stupito taglietto in un caviglia, un graffio e niente più che però non si guarisce. Al momento non gli dai importanza, come non avevi dato importanza a quel eco-doppler nel quale si vedeva benissimo che avevi problemi di circolazione a quella gamba, che dovevi smettere di fumare.

Poi il COVID, tutte le visite rinviate mentre la tua feritina, il tuo graffio che diventava sempre più grande, che si mangia mezza gamba. Il ricovero in Ancona, il batterio Baumanni trovato nella ferita (chissà dove l’ho preso perché dicono che si prenda solo in ospedale) che diventa il colpo di grazia.

Poi la mia paura, il terrore, la fuga da Ancona come se fuori da quel reparto potesse andare tutto bene, come se quel dolore incredibile che da mesi mi impedisce di mettermi lungo potesse passare.

E invece no, va tutto malissimo, fino al ricovero d’urgenza in Urbino e il chirurgo che per salvarmi la vita deve amputarmi la gamba sopra al ginocchio. Dio salvi il Professor Cicetti.

È stato il COVID o è stata la Sclerosi Multipla? Quanto ha influito il Baumanni? Alla fine dei conti non mi interessa, so che da giugno non ho più la mia gamba destra.

A dire il vero ce l’avevo poco anche prima perché era la gamba più colpita dalla Sclerosi Multipla, e per questo credevo che con una buona protesi avrei risolto tutto.

E invece no. Tagliata la destra la Sclerosi Multipla si è presa anche la sinistra. Forse ce l’aveva anche prima ma io non me ne accorgevo. Morale della favola, mesi e mesi di riabilitazione solo per “far funzionare” la gamba sinistra e così camminare con la protesi (e lasciamo perdere la piaga da decubito al tallone gentile regalo dell’ospedale di Urbino che mi rallenta tutto da molti mesi).

La cosa “buffa” è che anche negli istituti di riabilitazione a tutti veniva spontaneo di pensare che il problema fosse la gamba amputata quando invece il vero problema era la Sclerosi Multipla.

Se io non avessi questa bestia a quest’ora camminavo con la protesi senza problema. Invece rischio di perdere anche la gamba sinistra. Perché la bestia ti danneggia la circolazione, ti frega i muscoli, ti rallenta qualsiasi cosa tu faccia.

Ecco la condanna all’ergastolo, alla sedia a rotelle, al sedere perennemente indolenzito, ai muscoli che ogni volta che ti allunghi si irrigidiscono e si contraggono fino a farti urlare dal male.

Oggi sentivo alla TV che parlavano del delitto di Garlasco. Senza entrare nel merito della sentenza, pensavo che ad Alberto Stasi hanno 16 anni di reclusioni, esattamente (o quasi) gli anni passati dalla mia diagnosi di Sclerosi Multipla. Ecco, Stasi quando saranno passati 16 anni (ma vedrete che sarà molto prima) potrà tornare a fare quello che faceva prima. Io no, io sono condannato all’ergastolo.

Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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