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Se qualcuno si aspettava di più dalle Nazioni Unite sulla vicenda che riguarda la Siria, si sbagliava di brutto. La dichiarazione uscita ieri sera dal Consiglio di Sicurezza nella quale l’Onu esprime “condanna per la repressione del regime siriano sui manifestanti disarmati e in particolare condannale violenze avvenute nella città di Hama”, è il massimo che ci si potesse aspettare.

Secondo quanto riferito da fonti di intelligence israeliana Hezbollah starebbe per spostare i suoi depositi di missili a medio e lungo raggio che attualmente si trovano in territorio siriano. La decisione deriverebbe dalla convinzione che il regime di Assad stia per cadere e servirebbe per mettere in sicurezza quelle che sono le armi più moderne e devastanti in mano ai terroristi libanesi.

Come ampiamente annunciato ieri il Procuratore del Tribunale Internazionale dell’Onu sul Libano ha depositato un atto di accusa contro i mandanti e gli esecutori dell’omicidio dell’ex premier libanese, Rafik Hariri, avvenuto a Beirut il 14 febbraio 2005. Gli atti non sono stati però resi pubblici anche e soprattutto nel timore che la situazione in Libano degeneri.

E’ incredibile come l’occidente stia letteralmente chiudendo gli occhi di fronte a quanto sta accadendo in Libano. Giovedì scorso il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha ordinato la mobilitazione totale degli uomini del gruppo terrorista. Ieri ha tuonato contro il legittimo governo presieduto da Hariri minacciando di deporlo se accetterà le conclusioni del Tribunale speciale sul Libano incaricato di far luce sull’omicidio di Rafik Hariri, padre dell’attuale premier libanese ucciso da una autobomba cinque anni fa.