Contrordine, i marò tornano in India. Dopo aver dimostrato di avere le palle negandone la riconsegna, l’Italia si evira da sola rispedendo i due marò italiani accusati di omicidio in India, nelle mani di una giustizia che fino ad oggi ha mostrato di essere tutto fuorché giusta e limpida.
E’ un dietrofront umiliante che solo il nostro Paese poteva fare, una resa incondizionata alla prepotenza indiana e al disinteresse interessato dell’Unione Europea e dell’Onu. Infatti nessuno ci toglie dalla testa che i due marò e la giustizia siano stati sacrificati sull’altare degli accordi di libero scambio tra l’Unione Europea e l’India, accordi fermamente voluti dalla solita Catherine Ashton che, guarda caso, è sta molto tiepida (per usare un eufemismo) con le azioni indiane contro il nostro ambasciatore.
La decisione di svendere i nostri due marò alle prepotenze indiane è arrivata ieri ed è stata comunicata dal Governo con un comunicato stampa scarno e ridicolo dove sostanzialmente si afferma che “possiamo stare tranquilli, i nostri marò non saranno condannati a morte”. E’ l’ultima porcata del Governo Monti che sin dall’inizio aveva gestito la faccenda in maniera del tutto inadeguata.
Silenzio imbarazzato del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di solito prodigo di post su Facebook, il quale ha postato solo il comunicato stampa di cui si parlava sopra.
Scarse anche le reazioni politiche a questo vergognoso dietrofront del Governo Monti, mentre plaudono i soliti ignobili pacivendoli sempre pronti a sparare (non solo metaforicamente parlando) contro i nostri militari.
Redazione

Suggerisco ai nostri Maro’di chiedere asilo politico in India, avviare subito il ricongiungimento familiare e cercare di rifarsi una nuova Vita in quel Paese. In Italia sono praticamente rovinati, per sempre…Le Procure si sono attivate… Rimpiangerebbero la pena di morte.- Saluti
Indegno comportamento del Governo Italiano, della Comunità Europea e della Nato. Se il Governo Italiano non è in grado di tutelare i propri uomini, che i Cittadini chiedano il rientro di tutto il personale militare Italiano impegnato all’estero, l’uscita dalla Comunità Europea e dalla Nato. I nostri ragazzi non sono carne da macello.
Ridicola la dichiarazione con citazione finale in latino dell’Ammiraglio De Giorgis secondo cui:
Capo Latorre e Capo Girone hanno avuto il coraggio dell’obbedienza, nel momento più difficile, guardando all’interesse dell’Italia, coerentemente con i valori di lealtà , onore e amore di Patria che devono sempre ispirare le nostre azioni e le nostre scelte. Noi marinai continueremo a fare il nostro dovere con orgoglio e disciplina, sull’esempio di Latorre e Girone, fiduciosi nella vittoria delle nostre ragioni. Sosterremo incondizionatamente i nostri Fucilieri e le loro famiglie. Per mare per terram”.
Gentile signor Ammiraglio questi sono suoi uomini, sotto la sua completa, diretta, responsabilità, meritevoli di fatti e non di citazioni allegoriche ed inutili. Bene avrebbe fatto a dimettersi dall’incarico assegnatole: i suoi uomini sono stati traditi.