Abu Mazen onori la vita non la morte

Per una volta mi trovo parzialmente in disaccordo con un articolo di Rights Reporter che ieri chiedeva di non sottovalutare il coraggio di Abu Mazen nell’andare al funerale di Shimon Peres. E’ vero, Abu Mazen con la sua decisione si è inimicato buona parte dei palestinesi e probabilmente in molti lo vedrebbero bene attaccato per il collo a una corda (cosa che per altro non necessitava della partecipazione a funerale di Peres), ma è altrettanto vero che solo fino a pochi giorni fa Abu Mazen non ha mancato di gettare fango su Israele e incitare i suoi alla violenza.

abu-mazen-funerali-peres

Onorare la morte di Shimon Peres non significa affatto avere coraggio, al più è una sapiente mossa diplomatica, campo in cui Abu Mezen è un maestro. Quello che invece avrebbe dovuto fare il Presidente palestinese era accogliere l’invito di Netanyahu a recarsi alla Knesset per discutere di pace. Quello si che sarebbe stato un atto coraggioso e non semplice marketing a favore di telecamere.

Un atto coraggioso sarebbe smettere di pagare gli stipendi alle famiglie dei terroristi che uccidono civili israeliani. Un atto di coraggio sarebbe smettere di fomentare odio attraverso menzogne ormai diventate caricaturali ma che nella mentalità palestinese attecchiscono a 360° e generano intere generazioni di terroristi. Un atto di coraggio sarebbe onorare la vita non la morte, lavorare per il futuro non cercare di distruggerlo. Questo si che sarebbe stato coraggioso.

Franco Londei

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Filo-israeliano, anti-Trumpiano

2 Comments Lascia un commento

  1. Sono d’accordo, ma Abu Mazen non e’ ne Sadat, ne
    Re Hussein, che quando hanno deciso di darci un
    taglio lo hanno fatto con tutti i rischi che sapevano
    avrebbero corso, e l’assassinio di Sadat lo ha dimo
    strato.Abu Mazen lo hanno capito anche i sassi,non
    ha tutto questo interesse, a fare una pace vera e
    duratura, come sa che una volta firmato un trattato
    con Israele, si dovrebbe guardare le spalle da ben
    altri nemici,sicuramente piu’ infidi subdoli e sangui
    nari di Israele.Semplicemente NON VUOLE perche’
    per lui che grazie ai soldi che gli arrivano a vagonate
    puo’ permettersi figli nelle universita’ americane,
    conti correnti in Svizzera e a Londra e calzare scarpe (peraltro fatte in Italia) da 20.000 euro. e
    continuare ad essere per una partigiana e disonora ta Onu,una Eurabia venduta ed una America (di (obama) voltafaccia e traditrice, un interlocutore
    (l’unico) con cui Israele dovra’ trattare.
    Per chi governa Israele, le cose non sono mai state facili, ma questo ormai e’ un paradosso fuori dalla
    realta’.L’immagine in doppio petto invece che in
    divisa militare e Kafiah come Arafat, non lo rende certo migliore…………anzi tutt’altro.

  2. Per quale motivo Abu Mazen dovrebbe fare tutto quello che Franco elenca nel suo articolo? È il presupposto che non c’è. Voglio dire, si parte dal presupposto che costui sia uno che vuole costruire qualcosa per il suo popolo, cosa che non è. Meglio destreggiarsi con squallidi mezzucci, approfittando della complicità dell’Onu e della UE (e degli USA), per restare in sella e mungere denaro. Abu Mazen non ha più dignità di un capobastone mafioso. Senza contare che per fare tutte le cose di cui sopra, dopo aver avvelenato il suo popolo con l’odio per gli ebrei e Israele e averli convinti che ammezzando ebrei “tornerebbero” nell Palestina “liberata”, occorrerebbe un coraggio da leone, non la doppiezza di un serpente

Comments are closed.

Previous Story

Mattatoio in Siria, ONU (ohchr) indifferente. Una vergogna senza fine

Next Story

Ospedali sotto attacco nelle zone di guerra. Perché? Hamas ha fatto scuola

Latest from Blog

Go toTop

Don't Miss