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Abu Mazen onori la vita non la morte

Per una volta mi trovo parzialmente in disaccordo con un articolo di Rights Reporter che ieri chiedeva di non sottovalutare il coraggio di Abu Mazen nell’andare al funerale di Shimon Peres. E’ vero, Abu Mazen con la sua decisione si è inimicato buona parte dei palestinesi e probabilmente in molti lo vedrebbero bene attaccato per il collo a una corda (cosa che per altro non necessitava della partecipazione a funerale di Peres), ma è altrettanto vero che solo fino a pochi giorni fa Abu Mazen non ha mancato di gettare fango su Israele e incitare i suoi alla violenza.

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Onorare la morte di Shimon Peres non significa affatto avere coraggio, al più è una sapiente mossa diplomatica, campo in cui Abu Mezen è un maestro. Quello che invece avrebbe dovuto fare il Presidente palestinese era accogliere l’invito di Netanyahu a recarsi alla Knesset per discutere di pace. Quello si che sarebbe stato un atto coraggioso e non semplice marketing a favore di telecamere.

Un atto coraggioso sarebbe smettere di pagare gli stipendi alle famiglie dei terroristi che uccidono civili israeliani. Un atto di coraggio sarebbe smettere di fomentare odio attraverso menzogne ormai diventate caricaturali ma che nella mentalità palestinese attecchiscono a 360° e generano intere generazioni di terroristi. Un atto di coraggio sarebbe onorare la vita non la morte, lavorare per il futuro non cercare di distruggerlo. Questo si che sarebbe stato coraggioso.

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