A sorpresa riprendono i colloqui per l’ingresso della Turchia in Europa

Dopo circa tre anni di stop ai colloqui per l’ingresso della Turchia in Europa, riprendono quasi sottobanco i negoziati tra Bruxelles e Ankara. A riferirlo è il Ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, il quale parlando ieri a margine di un incontro con il suo omologo lituano Linas Linkevicius ha riferito che l’Alto rappresentante per la politica estera della UE, Federica Mogherini, ha invitato la Turchia alla prossima riunione tra i Ministri degli esteri dell’Unione Europea e i loro omologhi dei Paesi candidati all’ingresso nella UE che si terrà il 30 e 31 agosto a Vienna.

Nella conferenza stampa seguita al suo incontro con il ministro degli esteri lituano, Mevlut Cavusoglu ha tenuto a precisare che la Turchia sta cercando in ogni modo di implementare le riforme che l’Unione Europea gli chiede in cambio del suo ingresso nella UE. «Dopo la revoca dello stato di emergenza, la nostra priorità sono le riforme che l’Europa ci chiede» ha detto Cavusoglu. E a chi gli chiedeva conto delle recenti aperture turche verso la Russia il Ministro degli esteri turco ha risposto che «le relazioni della Turchia con la Russia non sono una alternativa alle relazioni con la UE o con gli Stati Uniti. La Turchia può bilanciare perfettamente la sua politica estera nella regione».

A microfoni spenti il Ministro degli esteri turco ha poi spiegato che la presenza della Turchia alla riunione di Vienna è stata fortemente voluta da Federica Mogherini in un’ottica di «scambio di opinioni sulla politica estera della regione nonché sulle sfide regionali e globali».

La notizia della riapertura dei colloqui tra la Turchia e l’Unione Europea arriva come un fulmine a ciel sereno in un momento in cui l’Europa è scossa da forti tensioni interne sul fronte dei migranti e con una vistosa spaccatura tra il fronte sovranista e quello liberale, anche se non è chiaro che atteggiamento terrà il fronte sovranista di fronte all’ipotesi che un regime islamico entri a far parte dell’Unione Europea, perché se da un lato questo vorrebbe dire l’ingresso di milioni di musulmani nella UE, dall’altro l’ipotesi che il fronte pro-Putin si rafforzi con l’ingresso di Ankara in Europa sembra allettare molto i Paesi dell’est e i nuovi alleati italiani.

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